{"id":1826,"date":"2025-09-23T10:48:02","date_gmt":"2025-09-23T10:48:02","guid":{"rendered":"https:\/\/alnutisiari.it\/?p=1826"},"modified":"2025-09-23T10:48:03","modified_gmt":"2025-09-23T10:48:03","slug":"il-tema-della-violenza-sulle-donne-nellincontro-con-aido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alnutisiari.it\/index.php\/2025\/09\/23\/il-tema-della-violenza-sulle-donne-nellincontro-con-aido\/","title":{"rendered":"Il tema della violenza sulle donne nell&#8217;incontro con Aido"},"content":{"rendered":"\n<p>Oltre l\u201980 per cento degli omicidi di donne sono femminicidi. Dato citato da Daniela Costamagna in apertura dell\u2019incontro su \u201cSalute e Libert\u00e0 &#8211; Il connubio per una vita serena: la sfida dei centri antiviolenza\u201d, organizzato per i Sentieri della salute dal Comune di Trino e dal Gruppo intercomunale di Trino dell\u2019Aido, guidato proprio da Costamagna. E\u2019 stata lei con la figlia Giorgia a proporre alcuni bravi con passaggi molto toccanti, prima di passare la parola alla dottoressa Sarah Sclauzero, presidente e coordinatrice dei Centri Antiviolenza di Casale Monferrato e di Alessandria.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-background\" style=\"background-color:#daf794\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div style=\"height:70px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Iscriviti alla nostra newsletter<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">per rimanere sempre informato<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button\" href=\"https:\/\/alnutisiari.voxmail.it\/user\/register\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Clicca per iscriverti !!<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:75px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Sclauzero ha affermato che \u201csentire ci\u00f2 che riguarda questo argomento continua ad emozionarmi. Per far capire quanto sia importante il tema, basti capire che una donna su tre di quelle che conoscete subisce violenza fisica, sessuale, economica, sociale. Le attiviste dei centri antiviolenza definiscono le donne che hanno subito violenza come delle sopravvissute, le altre invece non ce l\u2019hanno fatta. Queste donne vittime di violenza vivono convivono con rabbia, solitudine, impotenza, voglia di essere ascoltate. Il centro antiviolenza fa questo, ascolta queste donne. Sono cofondatrice di Me.dea, associazione nata ad Alessandria nel 2009 per prevenire e contrastare la violenza sulle donne: er l\u2019autunno prima quando con altre colleghe decidemmo di buttarci in questo impegno. Una volta partite, non sapevamo cosa sarebbe successo nei sedici anni successivi. Abbiamo cos\u00ec iniziato ad ascoltare queste donne che vivono in condizioni di privazione della libert\u00e0. Nel 2008 non si parlava ancora molto di violenza di genere come oggi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sclauzero, che \u00e8 psicologa, spiega come \u00e8 stato scelto il nome Me.dea: \u201cMedea \u00e8 la donna descritta da Euripide e che \u00e8 innamorata di Giasone, lo segue in terra ellenica, ma poi viene tradita e per vendetta toglie la vita ai loro figli. La nostra Medea \u00e8 quella raccontata da Christa Wolf che rispolvera il mito di questa donna che sposa Giasone, lo segue in terra ellenica, dove scopre segreti importanti e cos\u00ec le uccidono i figli incolpandola per farla tacere. Questa \u00e8 la nostra Medea, nel cui nome abbiamo aggiunto un punto tra me e dea\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La psicologa ha aggiunto: \u201cNei nostri centri ascoltiamo donne che devono capire se vogliono continuare a vivere ci\u00f2 che stanno vivendo o se voglio cambiare. Le ascoltiamo e le accompagniamo, stando sempre un passo indietro rispetto a loro. Quando \u00e8 nata la nostra associazione, abbiamo scelto di fare formazione con la Casa delle Donne di Bologna che viveva gi\u00e0 queste storie. E\u2019 uno dei centri antiviolenza storici, degli anni \u201890. In tutti questi con Me.dea. abbiamo ascoltato quasi 2000 donne, abbiamo 20 operatrici tra Casale Monferrato e Alessandria, 5 operatrici nei centri di ospitalit\u00e0. Nei nostri centri siamo tutte professioniste e non possiamo assumere personale. E\u2019 un lavoro duro e impegnativo, quasi logorante internamente per via delle storie che raccogliamo. Viviamo male le situazioni di ingiustizia o le soluzioni poco rosee. I servizi che offriamo a queste donne sono tutti gratuiti, viene garantito l\u2019anonimato, non spingiamo le donne a denunciare ma se scelgono di farlo le accompagniamo. Dobbiamo capire le esigenze di ogni donna che ci si presenta di fronte, accogliere le sue richieste per poter cercare di migliorare il suo benessere e farla stare meglio. Sar\u00e0 la donna stessa a decidere se e quando lasciare l\u2019uomo che le usa violenza. Ogni situazione \u00e8 a s\u00e9 stante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sclauzero ha anche specificato un aspetto: \u201cSi parla spesso di rapporto conflittuale. E\u2019 diverso dal rapporto violento, sia chiaro. Quello conflittuale pu\u00f2 essere sano, portare a soluzioni positive, ed \u00e8 paritario tra l\u2019uomo e la donna. Quello violento non \u00e8 assolutamente paritario, ha un soggetto dominante e un soggetto dominato, e le parti restano sempre queste\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre l\u201980 per cento degli omicidi di donne sono femminicidi. 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