“Attualmente è difficile strutturare una campagna di screening sul melanoma, ma possiamo fare tanta informazione e di questo ce ne faremo carico”. Daniela Costamagna, presidente del gruppo intercomunale Aido di Trino, è intervenuta durante l’incontro dei “Sentieri della Salute” dal titolo “La pelle tra passato e futuro” che ha visto come relatrice Claudia Leporati.
Costamagna in apertura ha parlato della campagna di sensibilizzazione sulla donazione degli organi che “al momento del rinnovo della carta d’identità all’ufficio anagrafe vede un 40 per cento di persone che non si esprime e il 60 per cento che lo fa, e di queste persone il 60 per cento risponde in modo affermativo sulla donazione degli organi e il 40 per cento in modo negativo. Sabato 3 ottobre saremo in centro a Trino con l’Anthurium per le “giornate del Sì” dell’Aido e faremo informazione sull’argomento”.
Sul tema dell’incontro Costamagna ha invece introdotto dicendo che “la pelle riguarda 1,5-2 metri quadri del nostro corpo, è il 16 per cento del peso corporeo, ed è il nostro organo sociale con cui ci presentiamo agli altri ed è protagonista nell’immaginario collettivo”.
Leporati è entrata nel dettaglio dell’argomento dicendo che “la pelle è lo specchio di cosa accade nel nostro corpo. Ha fattori di rischio per tumori cutanei dovuti alla foto esposizione. L’irradiazione solare inoltre varia in base all’altitudine, alla latitudine, alle stagioni, alle ore del giorno, alla nuvolosità e all’inquinamento. Teniamo conto che la neve riflette moltissimo la luce solare, parecchio anche sabbia e acqua, molto basso il riflesso con cemento e erba. La prevenzione primaria è importante per ridurre l’incidenza di tumori, quindi bisogna utilizzare i foto protettori ed è consigliabile una protezione 50. Sui tumori della pelle incide molto l’uso di lampade abbronzanti che aumenta di venti volte il rischio di melanomi”.
Leporati ha aggiunto: “Il melanoma è più irregolare rispetto a quelli che non sono tumori cutanei. Il melanoma può sorgere anche per conto suo e non per forza da un neo. Con la Regione Piemonte si sta cercando di dare priorità a quelle persone che sono a rischio di melanoma per effettuare controlli più rapidi”.

Sul melanoma Leporati ha detto che “può insorgere su cute apparentemente sana o dalla modifica di un neo preesistente, raramente può insorgere anche nelle mucose. Può essere molto aggressivo se non diagnosticato in fase precoce. E’ al quinto posto in Europa tra tutti i tumori maligni nei maschi e nelle femmine, esclusi i carcinomi cutanei, ed è in continuo aumento col raddoppio dei casi ogni dieci anni. E’ uno dei principali tumori in giovane età, prima dei 50 anni, anche in Italia”.
L’ABCDE della prevenzione: “L’asimmetria, se ipotizziamo di dividere il neo a metà con una linea verticale, dobbiamo verificare se le due parti sono uguali o diverse fra loro, e se la macchia è asimmetrica deve destare preoccupazione. I bordi: quelli di un neo non pericoloso sono regolari, se invece sono irregolari e frastagliati è sospetto. Il colore: se si modifica nel tempo o ci sono più colori contemporaneamente si deve accendere una spia d’allarme. Dimensioni: quelle dei nei sono modeste, in media un diametro di 2-3 millimetri, quindi se la macchia ha un diametro oltre i 6 millimetri è meglio approfondire. Evoluzione: se la macchia si modifica velocemente cambiando aspetto, quindi forma, colore o dimensioni, o se inizia a diventare pruriginosa, ci si deve allertare e rivolgersi al dermatologo”.
Come riconoscere un neo sospetto: “Se spicca rispetto agli altri per forma, colore ed evoluzione rapida, deve essere considerato sospetto”.

Leporati ha poi parlato della scabbia: “E’ tornata a diffondersi negli ultimi anni, da uno-due casi l’anno, durante il periodo del Covid-19 e in seguito abbiamo registrato 4-5 casi al giorno, ora 4-5 a settimana. E’ dovuta ad un acaro. La trasmissione della scabbia di solito avviene per il contatto pelle-pelle diretto e prolungato, come tra familiari o partner sessuali, mentre difficilmente il contatto rapido e casuale comporta la trasmissione”.
Leporati ha illustrato i tipi di scabbia, classica, crostosa o norvegese, le manifestazioni cliniche, le complicanze, la diagnosi, le istruzioni per il paziente per curarla.

