Ricca di personaggi di successo e famosi, ricca di storia e di tesori artistici con le sue confraternite, chiese e palazzi, e di tesori ambientali con il Bosco della Partecipanza. Trino è città, non semplice comune, e non si chiama Trino Vercellese, come ancora in troppi si sbagliano a denominarla.
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A quei trinesi che davvero ci tengono alla loro città, sentirsi aggiungere Vercellese a Trino, fa ribollire il sangue e rispondono che Trino Vercellese non esiste, perché Trino è unica.
E’ città: sicuramente, documentata, dal 7 gennaio 1763, elevata a città da Carlo Emanuele III di Savoia. Ma studi precedenti parlano del rango di città per Trino già nel 1631, all’atto del passaggio dal duca di Mantova e signore del Monferrato al duca di Savoia Vittorio Amedeo I. Del decreto di nomina non c’è traccia materiale, probabilmente disperso durante i saccheggi del 1639. Viene anche citato un successivo attestato del 1666 dal duca Carlo Emanuele II.
Trino è stata strategicamente importante sia per i Savoia che per i Gonzaga per le sue fortificazioni e perché avamposto ideale per i Savoia per ampliarsi verso il Monferrato.
Trino è stata anche provincia: lo era fin dal 1400, fino a inizio ‘700, e al suo passaggio sotto casa Savoia, facevano parte della provincia di Trino le grange di Torrione, Saletta, Salera, i comuni di Tricerro, Palazzolo, Fontanetto, Bianzè, Livorno, Saluggia, e diversi nel torinese. In seguito conglobò Crescentino, Chivasso, Cigliano, Alice, Lamporo, Moncrivello e Verrua.
Trino è anche ricca di personaggi di successo. Il più noto è Roberto Bolle, etoile della danza mondiale, classe 1975, e poi il trombettista e compositore Alberto Mandarini, ‘66, l’ex calciatore Aldo Dolcetti, ‘66, la giornalista Alessandra Comazzi, ‘56, il medico sportivo, ora al Monza, Fabio Francese, ‘68, il musicista e produttore discografico Roberto Vernetti, ‘65, il pilota automobilistico Luca Demarchi, ‘87, il ricercatore Ruggero Vigliaturo, ‘86, Roberto Amadè, musicista che lavora spesso su Trino, ‘82.
Erano trinesi il medico Danilo Castelli, classe 1917, morto pochi mesi fa a 108 anni, il sociologo Franco Ferrarotti, Gabriele Giolito de’ Ferrari, tipografio, stampatore ed editore, il primo a stampare la “Commedia” di Dante come “Divina Commedia”, Domenico Scappino, inventore del nodo per cravatte Scappino, noto come nodo Windsor, Giovanni Portinaro, pasticcere e inventore dei Trinesini, i calciatori che hanno militato in Serie A e B Roberto Serone, Domenico Mussino, Pietro Osenga, Giovanni Giva Magnetti, Giovanni Isacco, Luigi Demarchi, Valerio Chiappo, lo storico e letterato Gian Andrea Irico, lo storico dell’arte e direttore dei musei civici di Torino Vittorio Viale, il matematico Franco Tricerri, il presidente delle Ferrovie Nord di Milano, e calciatore del Milan, Riccardo Luzzati, il presidente della comunità ebraica di Genova Guido Luzzati.
Trino conta tre beati: Oglerio (monaco cistercense), Maddalena Panattieri (suora domenicana) e Arcangela Girlani (suora carmelitana).

