Il miglior evento dell’anno a Trino si è consumato sabato sera al Teatro Orsa. Due ore di musica di qualità altissima con il concerto “Love Song – Volume 2” di Alberto Mandarini. Voluto dal Comune di Trino e dal sindaco Daniele Pane, il concerto ha avuto come protagonisti il “Phoebus Quartet” composto da Mandarini, Fabrizio Trullu, Stefano Profeta, Marco Castiglioni, e poi l’Orchestra d’archi della “Bartolomeo Bruni” di Cuneo con quindici elementi, e il milanese Felice Clemente, ai sassofoni.
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In apertura il sindaco Pane ha parlato brevemente del concerto dedicandolo “a Patrizia (Ferrarotti) che è mancata nei giorni scorsi e che ha voluto tanto bene alla sua Trino. Siamo vicini alla sua famiglia e dedichiamo a tutti loro questo concerto”.
Mandarini e i musicisti hanno guidato il pubblico attraverso un viaggio fatto di musica di alta qualità, aperto dal brano “Lupo” di Mandarini, per poi passare da Domenico Modugno, Lucio Battisti, Luigi Tenco, Gino Paoli e Paolo Conte. I musicisti hanno proposto una suite di brani di Battisti e una di Conte, tutti i brani sono stati arrangiati in chiave jazz da Mandarini stesso, che col suo genio ha saputo dare vita a un concerto coinvolgente e che per due ore ha tenuto il pubblico incollato alla sedia, fra svariati applausi, tutti meritati.

Concerto poi chiuso con un altro brano di Mandarini, “Tema di Nanà”.
Fantastici i momenti di rimbalzo da uno strumento all’altro, dalla tromba di Mandarini al sassofono di Clemente, dal piano alla batteria, attraverso il violino e il contrabbasso. In ogni brano c’è stato spazio per i momenti jazz del “Phoebus Quartet” che ha coinvolto anche l’orchestra d’archi.

Lo stesso Mandarini ha poi ammesso di aver portato l’orchestra d’archi nel momento di improvvisazione tutta jazz, veramente fantastico.
Per tutta la serata ha fatto breccia nel pubblico la sublime capacità di tutti i musicisti che hanno dimostrato, sui loro volti, la passione che mettono nel suonare il proprio strumento, spesso col sorriso, sintomo dell’amore che provano per la musica.

