Nuovo appuntamento con la rubrica In cucina con l’assessore del nostro Tino Fratulon. E’ lui ad illustrare la ricetta.
Questa volta vi presento un piatto tipicamente autunnale.
Gli ingredienti per due persone: sono sempre piuttosto abbondante e quindi vi propongo 200 grammi di riso, in questo caso ho usato Acquerello, poi la parte bianca di un porro, 500 grammi di zucca, olio, sale e pepe quanto basta, caldarroste da sbriciolare, due per piatto, oltre a una caldarrosta di guarnizione per piatto.
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Il procedimento: metto un filo d’olio nella padella, aggiungo il porro sminuzzato e lo faccio sfrigolare. Intanto taglio la zucca a cubetti e quando il porro è appassito, unisco la zucca cruda e faccio cuocere per 20 minuti a fuoco lento.
Intanto a parte preparo il brodo vegetale per il riso, ne utilizzo un mestolo per la cottura della zucca.
Quando la zucca si è asciugata, ne tolgo metà e metto il riso a tostare con la parte restante in padella. Lo sfumo con un bicchiere di vino bianco fermo e profumato, aumento la fiamma al massimo e quando il vino è evaporato, abbasso la fiamma quasi al minimo. A quel punto copro il riso a filo col brodo per la cottura.
Un mestolo di brodo invece lo aggiungo alla metà di porro e zucca tolta prima e frullo il tutto.
Verso fine cottura del riso, stando sempre attenti ad assaggiarlo se va bene di sale, lo manteco con la parte frullata.
A fuoco spento, in padella aggiungo del grana al riso, senza mescolarlo, copro la padella e lascio riposare per 5 minuti. Una volta passati, mescolo il riso e infine vado ad impiattare, dando una bella spolverata di pepe nero, aggiungo le due caldarroste sbriciolate, e per concludere posiziono la guarnizione della caldarrosta intera.
A questo risotto abbino un Grignolino Golden Arbian Monferace del Monferrato Casalese di Paolo Angelini, o, in alternativa, un Lambrusco Gualtieri Bucciamara selezione Reggiano Rosso, per chi vuole dare un po’ di brio alla bevuta d’accompagnamento al risotto.
Buon appetito dal vostro Tino Fratulon

