Una biblioteca gremita di pubblico per il ricordo del sociologo trinese Franco Ferrarotti, con la presentazione del libro curato da Bruno Ferrarotti e Pier Franco Irico e promosso da Comune di Trino, Anpi Trino e Partecipanza dei Boschi. Il sociologo è mancato il 13 novembre 2024 a Roma a 98 anni.
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Irico ha introdotto la mattinata con un ricordo della figura del sociologo, ricordando come la lettura è un atto importante e invitando quindi tutti quanti a leggere: cittadini, amministratori, studenti: “Nel 2026 censiremo tutto quanto è stato pubblicato a Trino dal 1965 al 2025. Mal contate, a oggi abbiamo circa 200 pubblicazioni, tantissimo per una cittadina di 7000 abitanti. A Trino si scrive molto, spero che si legga altrettanto”.
Il sindaco Daniele Pane ha aggiunto: “La sociologia è lo studio dell’uomo nella relazioni con altri uomini e nel non stare indifferenti a queste relazioni. Franco Ferrarotti è un vanto per la nostra città, ha portato in giro per il mondo il nome di Trino, che non ha mai dimenticato, e lo ha dimostrato anche nei suoi libri. Appena riaprirà la biblioteca, di certo ad inizio 2026, si procederà con il censimento citato da Irico, per arrivare a riavere copie di libri trinesi del passato. Oggi viviamo un’epoca contraddistinta dalla superficialità, si leggono titoli di articoli di giornale e di delibere amministrative senza addentrarsi, fermandosi al titolo, senza leggere e cercare di capire. Il mio invito è a leggere sempre tutto, non solo i titoli, approfondire”.

La figlia del sociologo Laura Ferrarotti, presente con la sorella Marisa e il fratello Pietro, mentre l’altro fratello Luigi vive in Florida, è intervenuta a nome della famiglia: “Ringraziamo il sindaco di Trino, l’Anpi, gli autori del libro e organizzatori di questa giornata, la Partecipanza dei Boschi e il giornalista Olivero, per aver contribuito al ricordo di nostro padre. Siamo felici di essere nel luogo che rappresenta le radici di papà, e che di riflesso è delle nostre radici. Con Trino abbiamo un legame di famiglia. Sfogliando le pagine di questo libro, ci tornano alla mente i racconti di papà, che aveva trascorso del tempo coi bisnonni alla Robella, la cascina in fondo a via San Pietro, gli anni a Moncrivello studiando con don Leopoldo Ferrarotti. Papà da giovane fu partigiano nella banda Tom, tra le altre, andrà in carcere a 17 anni e la salvezza gli arrivò grazie a un alto prelato. E poi i suoi studi, i comizi come anarchico, la collaborazione con Olivetti, l’amicizia con Cesare Pavese e altri personaggi importanti con Felice Balbo a Nicola Abbagnano, la borsa di studio per andare negli Stati Uniti a New York e Chicago. La sua è stata una vita intensa, ci fa piacere che venga ricordata, per noi questa giornata è una gioia, una emozione”.

Bruno Ferrarotti ha tracciato il profilo del sociologo: “Lui stesso diceva di aver vissuto più vite diverse. Ho parlato con la signora Maddalena Gennaro, di 92 anni, di Palazzolo Vercellese, con origini trinesi, che si ricorda di Franco, di lui mi ha ripetuto più volte, la prima in italiano e le altre in dialetto, che era proprio bel ragazzo e che assomigliava a Stewart Granger. Franco Ferrarotti realizzò anche un libretto col celebre scultore Carlo Fait, che aveva ideato il monumento ai caduti di piazza Dante e che aveva sposato la trinese Vanni, e che per il nostro sociologo aveva realizzato un busto. Nel 1951 Franco si laureò con Abbagnano, fondò la rivista di sociologia di cui fu presidente, con Abbagnano quale vice. Fu traduttore autodidatta. Diceva di aver vissuto quattro vite lavorative: la prima con Adriano Olivetti, poi quella di diplomatico a Parigi, quella di deputato della Repubblica, e quella di professore di sociologia. Tra le varie onorificenze, la più importante è quella del 2005 di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, la più alta del nostro Paese”.
Bruno Ferrarotti ha aggiunto: “Nel dopoguerra, specie fra il 1946 e il ‘48, fu un agitatore politico incredibile. Nel casalese fece coppia nei comizi con la partigiana Enrica Core, detta “Fasulin”, ma Ferrarotti era molto sanguigno e un giorno, quando era da solo, in piazza del Cavallo a Casale Monferrato, aveva parlato degli amori di alcuni Papi e dell’Inquisizione, scatenando le ire di chi era vicino alla Chiesa, tanto che poi la Core rischiò di prenderle nei giorni seguenti. Nel 1946 alle amministrative Franco Ferrarotti accusò e calunniò l’operato del clero. Nel 1948 a Casale Monferrato aveva il comizio prima di Alcide De Gasperi, ma per non lasciargli il posto continuava a parlare alla gente ben oltre il tempo a sua disposizione. Il giornale della curia casalese disse che Ferrarotti aveva l’inferno nel cuore. Alle elezioni del 1958 a Savona si scontrò con Sandro Pertini, che era un altro che non le mandava a dire: aveva appena terminato Pertini che lui già saliva sul palco per parlare al pubblico di Pertini stesso tanto che quest’ultimo gli disse che gli stava rubando il pubblico e Ferrarotti rispose infine che il pubblico non era di nessuno dei due, ma era di tutti”.
Bruno Ferrarotti ha concluso sulla lettura: “Franco ha scritto due piccoli libri, “Leggere, leggersi” e “Libro è libertà”, con i quali invita alla lettura, cosa che oggi si sta perdendo. Il nostro sociologo disse che avrebbe voluto scrivere la storia della coscienza trinese: crediamo che col suo percorso lo abbia fatto”.

