Tanto pubblico, tanta emozione, tanta informazione. Si è tenuto in biblioteca ieri pomeriggio l’incontro dei “Sentieri della Salute” dal titolo “Francesco Rolando. Storie d’amore, mamme e donazione”. Condotto da Daniela Costamagna, presidente del Gruppo Intercomunale Aido “Francesco Rolando” di Trino, ci sono stati gli interventi di Anna Maria Gentile e Cristina Portinaro.
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Dopo i saluti da parte del vice sindaco Elisabetta Borgia, Costamagna ha parlato della storia dei trapianti nel corso del tempo, arrivando alla nascita della cultura della donazione che in Italia avvenne nel 1971 quando a Bergamo Giorgio Brumat diede vita all’associazione Donatori organi bergamaschi, che fu il via per la nascita dell’Associazione Nazionale Donatori Organi nel 1973.
“Aido si è spesa tanto per promuovere la donazione -ha spiegato Costamagna-. A Trino è arrivata nel 1982 perché, come mi ha detto Mario Buffa, quel gruppo di persone era così preso dalla donazione del sangue e dal volontariato, che arrivare ad Aido fu una cosa naturale. A Trino il dato aggiornato delle adesioni alla donazione di organi all’atto del rinnovo della carta d’identità è di 1845 Sì. In Italia oltre 8000 persone attendono un trapianto d’organo, quindi bisogna lavorare per convincere chi ancora è titubante”.

Costamagna ha continuato: “Nel 1998 succede che Francesco Rolando viene a mancare, la mamma acconsentì alla donazione degli organi del figlio. A Francesco è intitolato il nostro Gruppo”.
E’ così intervenuta Anna Maria Gentile, mamma di Francesco Rolando: “Per me ancora oggi è difficile parlarne, ma mio figlio lo sento presente e mi dà la forza di andare avanti. Per il gesto di donare i suoi organi, ho ricevuto tante cattiverie. Per me però è stato giusto fare quella scelta consapevole perché grazie a Francesco sette persone sono tornate ad avere una vita normale. Un ragazzo suo coetaneo ricevette il suo fegato, la sua mamma avrebbe voluto conoscermi, ma non ero pronta e non credo di esserlo nemmeno ora. Sono 27 anni che Francesco non c’è più, a tutti i congressi Aido incontro persone che hanno ricevuto organi e per me è una gioia perché nei loro occhi rivedo quelli di mi figlio, nei loro abbracci sento quelli di mio figlio. Francesco mi ha aiutata a indossare una maschera che metto quando sono fuori casa per difendermi dalle cattiverie della gente. C’è chi non è d’accordo sul donare i propri organi, è una sua scelta, fatta forse perché non si informa a dovere. Credo che invece bisogna aiutare chi soffre, vedo gente di tutte le età in attesa e nella speranza di un trapianto. Vedo in loro la speranza di ricevere. Mio figlio ha perso la vita a 19 anni e ho accettato di donare i suoi organi. Sono fiera di quel gesto”.
Costamagna ha poi introdotto la mamma di una ragazza trinese che ha ricevuto un organo. E’ intervenuta Cristina Portinaro: “Sono la mamma di Francesca che nel 2021 ha ricevuto un trapianto di fegato. Dopo una vacanza con gli amici, Francesca non stava bene, da lì seguirono due ricoveri e la diagnosi che serviva un trapianto di fegato, con tempi molto ristretti. Lei era preoccupata per i suoi studi, voleva laurearsi. Tre giorni dopo, l’8 ottobre, avvenne il trapianto, nel giro di una settimana era a casa, potendo riprendere i suoi studi. Si è laureata e ora lavora a Milano. Chi ha donato il fegato ha consentito a Francesca di proseguire la sua vita. Ecco, donare significa ridare la vita ad un’altra persona, ridare la speranza. Il trapianto prevede anche trenta sacche di sangue, quindi bisogna donare il sangue. E’ una rete di persone che permette a chi attende un organo di continuare a vivere”.
E’ poi intervenuto il presidente della sezione provinciale di Vercelli dell’Aido Marcello Casalino: “La scorsa settimana col presidente della Provincia di Vercelli abbiamo firmato una convenzione per svolgere delle attività sinergiche utili a convincere chi è titubante o contrario alla donazione degli organi. Come Aido giriamo nelle scuole per rendere consapevoli le nuove generazioni sul fatto che donare è un qualcosa di bello. E ci sono le testimonianze delle nostre volontarie, come anche Anna Maria, che colpiscono molto i ragazzi. Cerchiamo di rendere migliore la società”.

