Il primo caso di capriolo predato nel Bosco della Partecipanza di Trino. Laura Gola, responsabile del settore faunistico del Parco del Po, afferma: “Per le modalità di predazione non c’è certezza che sia stato un lupo, ma è molto probabile. Fa parte del ciclo di vita della natura”. E aggiunge: “Ma non preoccupatevi del lupo, è lui ad avere paura dell’uomo, non il contrario”.
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Era metà dicembre quando la nostra Inviata Speciale, durante i suoi giri nel Bosco, aveva notato la presenza di un capriolo in parte mangiato, e la presenza di una foto trappola. Per rispetto del lavoro del personale del Parco del Po non ne abbiamo scritto subito, preferendo attendere gli sviluppi delle riprese della foto trappola e che chi di dovere tirasse le proprie conclusioni. Ora è venuto il momento di parlarne con Laura Gola che, molto gentilmente, ci ha parlato del capriolo, ma anche della fauna del Bosco della Partecipanza.
“Il capriolo rinvenuto morto è il primo caso che ci capita di analizzare nel Bosco della Partecipanza. Appena segnalato, siamo subito andati nel Bosco di Trino per verificare di persona e per posizionare una foto trappola. Analizzando il capriolo, le modalità di attacco sulla parte posteriore del corpo dell’animale non sono quelle consuete del lupo, che è solito attaccare alla gola. Non c’è certezza quindi che sia stato un lupo, può essere anche stato un cane in giro nella zona, ma, va detto, è probabile che l’attacco al capriolo sia stato compiuto da un lupo. Nel Bosco di Trino c’è un piccolo branco di quattro o cinque esemplari”.
Gola aggiunge: “Non si sa molto dell’alimentazione del lupo in territorio di pianura, ma noi avevamo realizzato con l’Università di Torino due tesi sull’alimentazione del lupo nel territorio alessandrino. Cosa si evince: la prima preda per un lupo è il capriolo, la seconda è la nutria. E a seguire cinghiali, mini lepri, e i soggetti giovani si nutrono anche di frutta. Di recente abbiamo avuto l’occasione, sul territorio trinese, ma non nel Bosco, di vedere, di giorno, un lupo con una nutria in bocca”.

C’è da avere paura del lupo?
“No, il lupo non è un pericolo per l’uomo perché il lupo ha troppa paura proprio dell’uomo. Lo evita, se ci sente col suo fiuto, se ne va via. Il lupo è un animale curioso, si ferma a guardare, senza farsi notare, poi si gira e se ne va. Inoltre mamma lupa se ha i cuccioli, se sente l’uomo, si allontana subito con loro. Con gli studi sul territorio alessandrino abbiamo anche notato che, nonostante la presenza di pastori, il lupo preferisce sempre attaccare la fauna selvatica che quella gestita dall’uomo. Perché per il lupo l’uomo è una minaccia”.
Un accorgimento: “Se giriamo col nostro cane, è meglio tenerlo al guinzaglio, che poi è la regola base da seguire, ovunque, non solo in campagna e nei boschi. Il lupo potrebbe essere attirato dal cane. Ci si può fermare e liberare il proprio cane anche nei boschi, tenendolo sempre nei vostri pressi”.
Gola aggiunge: “Non abbiate paura del lupo. Come detto, nel Bosco di Trino c’è un piccolo branco, ma gli esemplari si vedono pochissimo. Gli adulti inoltre tengono i piccoli in quelli che chiamiamo rendezvous sites e ce n’è stato uno anche nel Bosco di Trino, in un luogo molto appartato e lontano dai sentieri frequentati dall’uomo. Inoltre il lupo gira soprattutto di sera e di notte”.

Altro consiglio: “Non date da mangiare alla fauna selvatica, è deleterio per gli animali che vivono in natura”.
Nello specifico del Bosco di Trino, quali animali di maggiore taglia si trovano?
“Oltre al branco di lupi, la cui prima certezza di arrivo nel Bosco della Partecipanza è datata 2021, ma in Piemonte, nelle zone appenniniche, si trova dal 1987-88. come detto ci sono i caprioli che sono tornati da qualche anno, che d’inverno vivono in raggruppamenti, a volte anche maggiori di dieci esemplari. Ci sono tanti cinghiali, come è ben noto. Interessante poi la testimonianza fotografica nel 2024 di uno sciacallo dorato nel Bosco della Partecipanza. Nel 2025 ne abbiamo rivenuta una femmina morta nei dintorni di Morano sul Po. Ci sono inoltre volpi, tassi e martore, queste sono cacciatrici molto abili. Il Bosco di Trino è uno scrigno naturale di immenso valore, è stupendo, basti pensare che ospita addirittura 17 specie diverse di pipistrelli, cosa non molto usuale”.

