Pieno di pubblico in biblioteca civica per l’incontro con Andrea Ottavis per i Sentieri della Salute, organizzato come sempre dal Gruppo intercomunale Aido di Trino e dal Comune di Trino, su “Innovare per curare. Un viaggio nel mondo della ricerca farmaceutica”. Ottavis è investitore in un fondo di venture capital nel settore farmaceutico.
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La presidente dell’Aido Daniela Costamagna ha introdotto Ottavis che, tra le varie cose, nel 2016 era stato premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’Alfiere del Lavoro, riconoscimento istituito dall’Associazione Cavalieri del Lavoro per premiare gli studenti più brillanti d’Italia.
Ottavis ha iniziato dicendo che “risponderemo alla domanda su cosa di nasconde dietro a una scatoletta di farmaci”. Prima ha parlato di cos’è la salute, cos’è un farmaco, per poi spiegare quale sia la strada per lo sviluppo del farmaco per arrivare al bersaglio.

“Dietro ci sono anni di progettazione farmaceutica per arrivare al farmaco, e dietro questa strada c’è una lunga serie di fallimenti per poter arrivare al risultato corretto. Dietro a un farmaco ci sono fattori scientifici ed economici. Cosa si fa: si parte da molte molecole, delle quali tante non sono efficaci, ma più si va avanti nel percorso, e più il farmaco diventa valido. La strada per arrivare sul mercato è tra 10 e 15 anni. Si parte dalla scoperta del bersaglio, che si svolge in 3-4 anni, con test poco costosi, con simulatori al computer, per spese tra 5 e 10.000 euro per ogni singolo set di esperimenti. C’è poi lo sviluppo, circa 2-3 anni, con test sugli animali, come sui topi, per una spesa di 30-50.000 euro, o sulle scimmie, con una spesa di circa 250.000 euro”.
Ottavis aggiunge: “Si passa alla ricerca clinica, testando il farmaco sull’uomo, per 4-6 anni, su tre fasi. La prima su individui sani, tra 20 e 80, la seconda su 100-200 pazienti, la terza oltre i 500 pazienti. I costi sono elevati, anche 100 milioni di euro. Il passaggio successivo è quello delle autorizzazioni: partendo dal deposito del brevetto, dopo tutta questa strada percorsa, la casa farmaceutica ha una decina d’anni per vendere il farmaco e rientrare delle spese”.

Ottavis continua: “Chi crea i farmaci? Per anni hanno svolto tutto il percorso le case farmaceutiche, ma ora c’è un modello innovativo aperto che coinvolge più soggetti. Uno studio mette in risalto come negli ultimi cinque anni il 65 per cento dei farmaci non sono nati in case farmaceutiche. Il lavoro di ricerca parte nelle università, poi c’è chi finanzia, le venture capital, infine le case farmaceutiche”.
Ottavis ha poi un esempio pratico di un farmaco per la radioterapia e infine ha concluso: “Tredici anni fa ho perso mio papà per un tumore. Da ragazzino volevo fare il medico, poi il ricercatore, ma quelle operazioni sono saltate e sono passato dall’altra parte del percorso, tra gli investitori. Ho scelto questo campo perché non voglio che altre persone vivano ciò che ho vissuto io con la perdita di mio papà. All’inizio ho detto che avremmo capito cosa c’è dietro una scatoletta di farmaci: ci sono tante persone, medici, ricercatori, investitori, che lavorano alla creazione di un farmaco, con varie ambizioni, con le proprie idee, e ce ne sono tante che lo fanno solo per aiutare a far stare meglio le persone”.

