Può un piatto semplice trasformarsi in poesia? Sì e la dimostrazione ci sarà domenica 1° marzo alla Fusa, in piazza IV Novembre a Trino, con la pantagruelica “pulenta e bagna ‘d car”, preparata dal gruppo Amici della polenta del rione Fusa, che verrà distribuita a partire da mezzogiorno, con la visita di Capitano Cecolo Broglia e della Bella Castellana del 75° Carnevale Storico Trinese.
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Un cibo semplice, la polenta, accompagnato da un ottimo spezzatino, accompagnato, perché no, da un bel bicchiere di vino. Questa è poesia per il palato. La poesia nascosta nella fatica di mescolare la polenta nel grande paiolo in dotazione da sempre al gruppo degli amici della Fusa. Quella poesia che si nasconde anche dietro all’impegno di preparare un gustoso spezzatino che sappia rendere ancora più appetibile il piatto combinato. Un piatto della tradizione.
La gargantuesca “pulenta e bagna ‘d car” al rione Fusa è fatta di 120 chili di spezzatino, 180 chili di patate, 100 chili di farina per polenta e 12 litri di latte e tanta acqua, quella contenuta, come da ricetta originale, nel paiolo in dotazione.

E la storica “pulenta e bagna ‘d car” al rione Fusa quest’anno compie 50 anni: nacque infatti nel 1976, proseguì fino al 2009, poi si interruppe, per vari motivi, nel 2010 per il maltempo, nel 2011 per motivi logistici, poi non più calendarizzata, ma tornò a vivere nel 2017.
Fu un nutrito gruppo di amici a farla rivivere: Sandro Salsi, che è il custode della ricetta originale della “pulenta e bagna ‘d car”, Omar Ghittino, Milvio Novasio, Diego Pasquali, Giuseppe Tricerri, Paola Zanco.
Ma come nacque la “pulenta e bagna ‘d car”? Nacque nel 1976 grazie agli anziani del circolo della Fusa che diedero un contributo di 75mila lire al neonato gruppo per poter partire. La polenta all’inizio venne abbinata alla bagna di porri, poi sostituita con la bagna ‘d car. Il primo paiolo fu messo a disposizione da Eugenio Favero, poi, fra il 1978 e il 1979, venne acquistato il paiolo da mille litri e negli anni aumentarono i fuochi a disposizione dei volontari per cucinare le prelibatezze. Si arrivò a 800 litri d’acqua, 150 chili di carne, 150 chili di patate e 140 chili di farina.

Ma chi fu a dare vita alla polenta al rione Fusa nel 1976? Eccoli, con i nominativi che furono forniti anni fa da una delle volontarie del gruppo, tanto che per alcune persone ci sono solo i nomi o gli straminom: Battista Bolzone, Ciso, Domenico “panatè”, Teresio “cilibroc”, Giuseppe Peretti, Enzo Ferraro, Alfredo moru, Luciano, Mario Guaschino, Primo Bodiglio, Mario Arnaudi, Francesco Mosso, Paolo Peretti, Franco Croce, Massimo Facchin, Tino Locatelli, Carlo Severino, Giovanni Osenga, Vittorio Semenzin, Gemma Rigato, Teresa Olivero, Concetta Tabbone, Giuseppe Zanellato, Giuseppe Fracassi, Irene Borla, Luciano Irico, Mariuccia Gennaro, Pietro Ardizzone.

Sandro Salsi lancia un messaggio “Dal 2017 abbiamo voluto riproporre questo storico appuntamento e alcuni di noi avevano già fatto parte delle ultime polente col gruppo storico. La “pulenta e bagna ‘d car” è dedicata a tutti coloro che l’hanno inventata e in particolare a chi non c’è più. La polenta la cuciniamo sempre nel paiolo che mi aveva lasciato il Cec Pila, Francesco Mosso, del gruppo storico”.

