Cos’è la felicità? Ne hanno parlato Manuela Coppa e Marina Saettone

Un bel viaggio sul pensiero filosofico sul “Cos’è la felicità?” è quello, molto partecipato a livello di pubblico, proposto ieri dai “Sentieri della conoscenza” dal Gruppo Intercomunale Aido di Trino e dal Comune di Trino.

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A parlane Manuela Coppa e Marina Saettone. Sono state introdotte dalla presidente dell’Aido Daniela Costamagna: “Cos’è la felicità è una domanda ampia con risposte che sono tutto fuorché chiare. E’ una domanda essenziale e esistenziale. Nella cultura occidentale ci ha portati a formulare domande e a cercare risposte. E il nostro senso di felicità è diverso, ad esempio, da quello del Giappone, ma anche di altre culture. Per la scienza è una miscela di dopamina, endorfina, ossitocina, serotonina. Ma la felicità può anche essere la libertà di non essere felici”.

Coppa e Saettone hanno poi iniziato il viaggio su questa domanda, cos’è la felicità?

“Per i greci antichi la felicità è eudaimonia, la felicità intesa come buona riuscita del proprio demone, che accompagna ogni persona, e può essere buono o cattivo. Per alcuni filosofi c’è la visione tragica dell’esistenza. Socrate affermava che serviva avere un buone demone e che non è possibile essere felici se non si è saggi e buoni, mentre gli uomini cattivi sono infelici e ignoranti. Aristotele scrisse un’opera importante dedicata alla felicità, l’Etica Nicomachea. Il fine della politica e del buon governo per gli antichi greci è la felicità dei cittadini. E cosa distingue gli uomini dagli animali? La ragione, che si sviluppa in diverse virtù, come arte, giustizia, coraggio, temperamento, saggezza. Secondo Aristotele si può dire di essere felici solo dopo una vita compiuta. Ed è molto importante l’amicizia. Proseguendo troviamo il giardino di Epicuro per il quale la felicità consiste nel piacere catastematico, ovvero senza turbamento dell’anima e del corpo. C’è poi lo stoicismo, fondato da Zenone di Cizio, per cui la felicità è vivere secondo ragione, senza bisogno di avere la fortuna ma di essere felice in virtù della propria saggezza, restando apatici ed imperturbabili verso le passioni”.

E hanno proseguito: “Secondo Sant’Agostino la felicità va vista come vita eterna. Era molto influenzato dal platonismo. In epoca moderna abbiamo l’illuminismo che, come nella Costituzione americana, parla di diritto di vita, libertà, sicurezza, proprietà privata, felicità su questa terra. E’ precedente invece la Costituzione Corsa del 1775 che parla già del diritto alla felicità. Immanuel Kant diceva che la moralità non è propriamente la dottrina del come rendere felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità. Arthur Schopenhauer diceva invece che bisogna vivere il meno infelici possibile o vivere passabilmente. Giacomo Leopardi si interrogava sull’infelicità dell’uomo ma anche sulla felicità. Proponendo delle soluzioni per costruire una società più giusta e razionale e in modo solidale. In Leopardi e Schopenhauer non c’è traccia di Dio, per questo non erano ben visti dalla religione. Giovanni Pascoli diceva che la felicità deve essere rincorsa. Sigmund Freud diceva che la felicità è un problema individuale, spesso limitata dalle esigenze delle civiltà. Diceva che l’uomo non può essere felice perché dovrebbe dare spazio ai suoi desideri e alle sue pulsioni. La Costituzione italiana invece non cita direttamente la parola felicità, che però è implicita nell’articolo parlando di uguaglianza giuridica e sostanziale”.

Le relatrici hanno infine citato anche Guido Gozzano, Umberto Galimberti, Salvatore Natoli e Eugenio Montale.

I prossimi appuntamenti con i “Sentieri” di Aido e Comune di Trino saranno il 18 aprile, il 2 e 16 maggio, e che ci saranno le visite di prevenzione, con Fidas, col senologo e il cardiologo.