Lungo dibattito in Consiglio sui beni dell’Ente Casalegno: minoranza non convinta del tutto sul percorso fatto. Indicata la Pat

L’Ente Casalegno è stato oggetto di un lungo dibattito in Consiglio comunale, anche se non previsto tra i punti all’ordine del giorno.

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Lo ha illustrato il sindaco Daniele Pane: “Questa informativa parte dal fatto che l’Ente Casalegno è stato estinto d’ufficio dalla Regione Piemonte perché da un paio d’anni non c’è stata più nessuna manifestazione d’interesse da parte di privati cittadini a far parte del Cda e quindi l’Ente è rimasto inattivo. Addirittura per un periodo, in cui non era presente il parroco a Trino, è mancata anche la figura ecclesiastica. La Regione Piemonte ha ricercato le strade più consone per la soluzione sull’Ente Casalegno nel solco della normativa, ne abbiamo parlato per mesi e alla fine la Regione il 31 marzo scorso ha estinto l’Ente per inattività. Abbiamo parlato con la curia e la Regione per capire quale fosse la corretta strada da percorrere, il 28 gennaio la Regione ci ha comunicato che il patrimonio del Casalegno comprende parte dell’immobile, alcuni terreni e una liquidità importante. Non era però percorribile la strada di destinare queste risorse a uno o più enti pubblici: avremmo voluto destinare la metà dell’immobile alla Provincia di Vercelli, che ne possiede già metà, la liquidità alla casa di riposo dell’Apsp Sant’Antonio Abate per le tante esigenze che ha e per ripianare il proprio debito, e i terreni alla curia. Questa strategia è risultata non fattibile e la Regione ci ha detto che potevamo indicare un’associazione che perseguisse gli stessi principi statutari dell’Ente Casalegno, enti del terzo settore. Abbiamo quindi fatto una ricognizione insieme all’ultimo consigliere rimasto al Casalegno, abbiamo fatto una perizia dell’immobile, un tecnico ha aggiornato la perizia sul valore dei terreni. Abbiamo trasmesso alla Regione due o tre soluzioni, affinché le risorse rimangano sul territorio e non vadano via in caso di intervento di un liquidatore. Di quelle soluzioni solo due erano fattibili, ma una sola ha la struttura, a nostro parere, per affrontare la gestione di questo patrimonio e si tratta della Pat che ha personale e struttura e si può appoggiare all’Anpas. L’altra soluzione era l’Avgia ma a nostro parere ad oggi non è in grado di affrontare la gestione di un patrimonio così complesso. La Pat ha dichiarato la propria disponibilità e l’abbiamo indicata alla Regione Piemonte”.

Il capo gruppo di minoranza Alessandro Demichelis è intervenuto: “Parto dal fondo, il finale doveva essere questo e concordo sulla decisione presa. In parte però non condivido il percorso fatto: quando il sindaco è stato messo al corrente, più che il Consiglio comunale, poteva convocare tutte le associazioni affini alle finalità dell’Ente Casalegno per renderle consapevoli della questione e avere il loro parere, facendo una sorta di pre accordo per quando i fondi del patrimonio fossero stati in possesso, in questo caso, della Pat, così che ci fosse già un accordo di destinare quei fondi anche ad altri enti, più vicini alle finalità del Casalegno, com’è l’Avgia, che sta faticando e che avrebbe bisogno di persone. Mi spiacerebbe che l’associazione più simile al Casalegno restasse esclusa”.

Il consigliere di minoranza Manuel Leccese ha aggiunto: “Mi faccio portavoce di Avgia e Auser, questo pare che non abbia i requisiti, che nutrono un malcontento di questa situazione. Forse si poteva dare vita a un tavolo di lavoro, anche con la parrocchia”.

Il sindaco Pane ha replicato: “Avremmo potuto condividere la questione prima con altre associazioni? Sì e no, per i tempi stretti che ci ha dato la Regione Piemonte. Nulla ci vieta, con il rispetto per la Pat che ha sempre fatto e fa tanto per il territorio, e sempre che ci siano tutti gli ok dal ministero e dalla Regione, a sederci a una tavolo. Credo non ci sia alcuno ostacolo a farlo con la Pat e insieme a tutto il Consiglio comunale, per arrivare alla ridistribuzione di quei fondi, per contribuire alla realizzare di un nucleo Alzheimer alla casa di riposo, ad esempio. Sono favorevole a sederci insieme al Cda della Pat, che comunque avrà dalla sua la parola finale. La Regione aveva specificato, comunque, che si potevano indicare solo soggetti iscritti al terzo settore. Il malcontento di cui parla Leccese a noi non è stato rappresentato, le associazioni che hanno necessitano le abbiamo sempre sostenute, ma ricordiamoci che il Comune non è la Fate bene fratelli, e che non lancia soldi in giro. Con Avgia e Auser abbiamo delle convenzioni, da nessuna delle due abbiamo ricevuto richieste aggiuntive o sensazione di malcontento. La Pat ci ha avanzato la richiesta di contributo per acquistare una nuova ambulanza e un nuovo mezzo disabili, ma se potrà utilizzare i fondi del Casalegno, non avrà più necessità di contributo comunale e il Comune di Trino avrà più risorse per altre associazioni. Infine da Avgia non abbiamo avuto altre richieste e il bilancio presentato è in ordine”.

Il vice sindaco Elisabetta Borgia ha aggiunto: “Sono stupita da questi palesi dissensi presentati da Leccese, ma da Auser, con la quale ho contatti costanti, e i cui progetti finanziamo sempre, non ho avuto rimostranze. Chiederò delucidazioni. Avgia ha un buon bilancio, fatica sì ad avere volontari, se ne troverà, potrà avviare nuovi progetti e la sosterremo”.

Leccese ha ribattuto: “Il termine giusto che dovevo dire è rammarico, non malcontento, e mi riferivo ad Avgia, i cui volontari sono rimasti stupiti e non sapevano della questione. Capisco le vostre ragioni, non ho nulla contro la Pat”. Il consigliere di minoranza Elisa Demichelis ha chiuso: “Va bene che i fondi vadano alla Pat, l’importante è che poi si faccia un tavolo di confronto perché nessuno venga escluso”.