L’intervista al sindaco Pane sugli oltre 17 milioni di euro dei fondi Scanzano: prossimi passi e idee

“La responsabilità che abbiamo oggi è quella di trasformare una vicenda lunga e complessa in una grande occasione di crescita per Trino”. Il sindaco Daniele Pane afferma questo in merito ai 17 milioni 237.060,66 euro dei fondi Scanzano arretrati dal 2005 al 2011, ora utilizzabili dopo la sentenza definitiva che ha dato ragione agli enti locali contro lo Stato.

Al sindaco di Trino abbiamo posto alcune domande per entrare nel dettaglio di questa opportunità economica per la città offerta dai fondi Scanzano.

Innanzitutto, sindaco, come commenta la vittoria nel contenzioso sui fondi Scanzano?

“È una vittoria importante per la nostra comunità. Dopo anni di incertezze e contenziosi, viene finalmente riconosciuto un diritto che il territorio di Trino ha maturato per il ruolo svolto a livello nazionale nel settore energetico e nucleare. Non si tratta di risorse straordinarie ottenute casualmente, ma di fondi che spettano alla città in base a precise disposizioni normative. Il risultato raggiunto premia il lavoro amministrativo e legale portato avanti con determinazione e consente oggi di guardare al futuro con maggiore fiducia”.

Quali sono le prospettive temporali per ottenere i successivi fondi Scanzano arretrati?

“La sentenza ottenuta rappresenta un precedente molto significativo anche per le annualità successive ancora oggetto di rivendicazione. Naturalmente ogni annualità segue un proprio iter amministrativo e giuridico, ma riteniamo che vi siano elementi concreti per guardare con ottimismo anche ai prossimi passaggi. Continueremo a lavorare affinché vengano riconosciute tutte le somme spettanti al Comune di Trino, mantenendo costante interlocuzione con gli enti competenti e seguendo con attenzione ogni sviluppo”.

Gli oltre 17 milioni di euro a disposizione come possono essere utilizzati, cioè, quali sono i campi d’utilizzo, la tipologia di progetti finanziabili, gli eventuali limiti e vincoli d’impiego?

“La normativa prevede che la gran parte di queste risorse sia destinata a interventi di compensazione territoriale, ambientale, infrastrutturale e di sviluppo socio-economico. In concreto, possono finanziare opere pubbliche, interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione energetica degli edifici pubblici, manutenzioni straordinarie, progetti per la sicurezza, la sostenibilità ambientale, la valorizzazione del patrimonio comunale, il miglioramento dei servizi e investimenti strategici per il territorio. È importante però distinguere la composizione delle somme riconosciute. Degli oltre 17 milioni di euro ottenuti, circa un milione e mezzo è costituito da interessi maturati nel corso degli anni. Queste risorse, proprio perché derivanti da interessi e non dal fondo compensativo in senso stretto, non sono soggette agli stessi vincoli di destinazione e possono quindi essere utilizzate dal Comune con maggiore flessibilità, secondo le ordinarie regole di bilancio. Si tratta nel complesso di una straordinaria opportunità per realizzare opere che possano lasciare benefici duraturi alle future generazioni, con una quota di risorse che consentirà anche una maggiore capacità di risposta alle esigenze della comunità”.

Per cosa invece non sono assolutamente utilizzabili questi fondi?

“Per quanto riguarda la quota principale dei fondi Scanzano, non possono essere impiegati per coprire spese correnti ordinarie dell’ente, per finanziare il funzionamento quotidiano della macchina comunale o per tamponare temporaneamente squilibri di bilancio. La filosofia della norma è quella di generare investimenti e miglioramenti strutturali sul territorio, non di sostenere spese destinate ad esaurirsi nel breve periodo. Diverso è il discorso per la quota di circa 1,5 milioni di euro derivante dagli interessi maturati, che presenta margini di utilizzo più ampi e non è soggetta agli stessi vincoli previsti per i fondi compensativi. Anche per questa somma, tuttavia, l’Amministrazione intende adottare criteri di responsabilità e visione strategica, affinché ogni euro possa produrre il massimo beneficio per la città e i suoi cittadini”.

Tra i trinesi c’è chi chiede: è possibile dare un aiuto diretto ai cittadini per tasse e tariffe, come la Tari e altre, o per scontistica sulle bollette?

“Comprendo perfettamente questa domanda, perché è una delle prime che molti cittadini ci pongono. Tuttavia, allo stato attuale, la quota principale di queste risorse non è concepita come contributo economico diretto alle famiglie né come strumento per ridurre indiscriminatamente tasse, imposte o bollette. I fondi devono essere utilizzati nel rispetto delle finalità stabilite dalla normativa. Esiste però una quota di circa 1,5 milioni di euro derivante dagli interessi maturati che presenta una maggiore flessibilità di utilizzo. Saranno effettuate tutte le necessarie verifiche tecniche e normative per comprendere se e in quale misura tali risorse possano essere utilizzate anche per interventi che abbiano ricadute dirette sui cittadini. In ogni caso, l’obiettivo principale rimane quello di realizzare investimenti capaci di produrre benefici collettivi e permanenti per tutta la comunità, migliorando servizi, infrastrutture e qualità della vita”.

Avete già dei progetti certi su cui agire con questi fondi?

“Abbiamo già avviato una riflessione approfondita sulle priorità strategiche della città e possiamo dire che esistono due grandi progetti sui quali intendiamo concentrare la nostra attenzione. Il primo riguarda la realizzazione della nuova scuola cittadina con l’annesso palazzetto dello sport, un investimento che rappresenterebbe una risposta concreta alle esigenze delle nuove generazioni, del mondo scolastico e dell’associazionismo sportivo. Il secondo riguarda il rifacimento e la riqualificazione dei portici del centro storico, un intervento atteso da molti anni che avrebbe un forte impatto sulla sicurezza, sul decoro urbano, sull’attrattività commerciale e sull’immagine complessiva della città. Accanto a queste priorità, continueremo a valutare ulteriori interventi di rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio pubblico e miglioramento delle infrastrutture. La nostra intenzione è costruire una programmazione pluriennale che non disperda le risorse in tanti piccoli interventi, ma che lasci opere concrete e visibili nel tempo”.

Come verranno coinvolti la minoranza consiliare e i cittadini nelle proposte e nelle scelte d’impiego di questi fondi?

“Parliamo di una disponibilità economica straordinaria che appartiene all’intera comunità trinese. Per questo motivo ritengo fondamentale garantire il massimo coinvolgimento possibile. La maggioranza presenterà le proprie proposte, ma intendiamo aprire un confronto serio e costruttivo anche con l’unico gruppo di minoranza presente in Consiglio comunale, raccogliendo idee e contributi che possano risultare utili per il futuro della città. Allo stesso modo vogliamo creare occasioni di partecipazione e confronto con cittadini, associazioni, categorie economiche e realtà del territorio. Una disponibilità di questa portata richiede una visione condivisa e una progettualità che vada oltre il normale orizzonte amministrativo. La responsabilità che abbiamo oggi è quella di trasformare una vicenda lunga e complessa in una grande occasione di crescita per Trino. Dobbiamo utilizzare queste risorse con lungimiranza, equilibrio e senso delle istituzioni, pensando non soltanto alle esigenze del presente ma soprattutto al futuro della nostra città. Trino ha dato molto all’Italia sul fronte energetico. Oggi chiediamo semplicemente che venga riconosciuto ciò che spetta alla nostra comunità e che queste risorse diventino un motore di sviluppo, attrattività e qualità della vita per i prossimi decenni”.