E’ stata molto partecipata la scorsa settimana la serata dei “Sentieri della conoscenza” del Comune di Trino dal titolo “Costruire il futuro verso il dialogo – La sfida dei rifiuti radioattivi, esiste un’energia nucleare sostenibile?”.
Introdotta dal sindaco Daniele Pane e moderata dal giornalista Roberto Maggio, sono intervenuti Riccardo Mariscalco, di “Nucleare e Ragione”, Fausto Cognasso, di Legambiente del Vercellese e della Valsesia, e Andrea Minutolo, responsabile scientifico nazionale di Legambiente.
Pane ha introdotto la serata affermando che “il nostro è territorio è coinvolto dal nucleare dal 1960 e ha vissuto l’epoca nucleare e ora la temporaneità dei depositi radioattivi. Questa serata è utile per comprendere le diverse posizioni sul tema”.
Sui rifiuti radioattivi Mariscalco ha detto che “il deposito nazionale è da realizzare, ci sono siti inseriti nella Carta nazionale delle aree idonee (Cnai) e il 40 per cento dei rifiuti che verranno conferiti in quel deposito sarà di rifiuti da usi non energetici. E’ necessario rimettersi a un tavolo per individuare il sito ideale. La paura di avere sul proprio territorio un deposito per i rifiuti radioattivi è legittima, ma si deve elaborare la propria paura e ritengo che non si debba averne”.
Cognasso ha spiegato che “fino a 18 anni ero fiero che la mia città fosse una città nucleare e pensavo che si dovesse implementare quella produzione, poi una sera mio fratello mi portò a una serata coi fisici Mattioli e Scalia e da lì ho cambiato idea e strutturato la mia “carriera” in Legambiente, la quale da anni sollecita i vari ministri competenti a risolvere la questione del deposito unico nazionale. In questi ultimi anni finalmente si è arrivati fino alla Cnai, tra i cui siti si dovrà scegliere il meno inidoneo in assoluto”.
Minutolo ha aggiunto che “il tema del deposito unico nazionale è stato portato avanti in questi ultimi anni e ad oggi siamo tra i pochissimi, come Legambiente, che in tutte le regioni ci siamo mossi in modo coordinato e abbiamo affermato che questo deposito è una necessità. Le quasi tre decine dei depositi temporanei presenti ora sul territorio italiano sono i più inidonei in assoluto perché si trovano vicini a corsi d’acqua. Sul deposito e su cosa avverrà in seguito alla sua realizzazione, come sui trasporti dai siti attuali al deposito unico nazionale, la popolazione va resa consapevole, sia sul territorio in cui verrà realizzato, sia nel resto del Paese, perché sarà una responsabilità di tutti affinché si pretenda che le cose vengano fatte bene”.

Su come arrivare al sito che ospiti il deposito unico nazionale, Mariscalco ha risposto che “si deve riprendere questo discorso e ascoltare i territori. Sono convinto che ci riusciremo, quando il sistema Paese ne prenderà coscienza”. Cognasso ha risposto che “non bisogna fare all’italiana e sperare che ci pensino altri, come il deposito europeo di profondità. Abbiamo un piccolo grande problema che dobbiamo risolvere noi italiani. Legambiente ci sarà, anche a costo di avere un ritorno negativo su certi territori”. Minutolo ha risposto che “bisogna arrivare alla decisione perché l’alternativa è che gli attuali depositi singoli rimangano i rispettivi depositi finali, su questo bisogna avere paura, perché sarebbe la soluzione peggiore di tutte”. Cognasso ha aggiunto che “la gente deve tornare a fare la fatica di leggere i documenti, di informarsi, e non di delegare sempre le associazioni”.
Sul nuovo nucleare Mariscalco ha detto che “certa comunicazione viene utilizzare per infondere nei cittadini la paura del nucleare con immagini fuorvianti e non corrette. Quando l’Italia ha deciso di rinunciare al nucleare e di spegnere le centrali, è stata l’unica a farlo in Europa. Non vedo il motivo per cui il nucleare non sia uno degli elementi che concorra alla decarbonizzazione, quindi sì sono favorevole al nuovo nucleare”.
Cognasso ha invece detto che “cis arà una cattiva informazione ambientale, da parte di alcuni, ma c’è anche una cattiva informazione da parte di alcuni favorevoli al nuovo nucleare come se fosse la panacea di tutti i mali, come se le nuove centrali fossero un generatore da installare nelle aree industriali, ma a oggi questa tecnologia non è matura. A Trino una parte di popolazione vive il periodo dell’arrivo della centrale nucleare “Enrico Fermi” negli anni ‘60 come l’età dell’oro per la nostra città e attende con favore l’arrivo del nuovo nucleare per avere un nuovo periodo florido. Ma sarà così? Secondo me no. Non sono favorevole al nuovo nucleare perché la tecnologia attuale è di vecchia generazione rinverdita, non è ancora di quarta generazione”.

