“Contestiamo con forza l’indecente spettacolo che ha offeso la Città di Trino poiché, mai prima d’ora, si era scesi così in basso in occasione della festa patronale” – afferma il segretario cittadino del Partito Democratico di Trino Vincenzino Porta. “Non intendo entrare in una polemica politica su episodi dei quali, peraltro, non sono stato diretto testimone” -sottolinea il sindaco Daniele Pane. “Quel che è accaduto in quei minuti è da condannare e basta, senza tentennamenti” -interviene l’ex sindaco Alessandro Portinaro.
Scoppia la polemica a Trino per inneggiamenti al duce e saluto fascista e per corsi anticomunisti.

A portare alla luce i fatti è Vincenzino Porta, segretario del Pd trinese: “Il Partito Democratico di Trino esprime profondo rammarico per quanto accaduto in due occasioni durante la festa patronale di Trino. La prima è successa sabato 22 agosto quando il gestore dell’autoscontro ha diffuso una canzone con testo pieno di riferimenti al duce. Durante il ritornello molti giovani inneggiavano al duce con tanto di braccio alzato nel saluto fascista. La seconda è avvenuto lunedì 24 agosto durante lo spettacolo di Dj Matrix. Dopo aver lanciato la canzone da lui scritta per Berlusconi, ha chiesto se ci fossero comunisti nella piazza. Quando qualcuno ha alzato la mano ha annunciato che la canzone successiva l’avrebbe dedicata a loro. È quindi partito il coro chi non salta comunista è seguite da parole inqualificabili poiché, a detta loro, si poteva fare siccome Trino era un comune di destra.Viene da chiedersi se chi non salta comunista è, allora chi salta fascista è? Fa veramente pena se il riferimento di queste persone è ancora il duce e quindi invitiamo i cittadini trinesi a rigettare manifestazioni che ricordano tristi passati durante i quali molte persone hanno sacrificato la vita per la libertà dell’Italia. Contestiamo con forza l’indecente spettacolo che ha offeso la Città di Trino poiché, mai prima d’ora, si era scesi così in basso in occasione della festa patronale. Ricordiamo a chi lo ha promosso di aver abusato dell’ospitalità della Città mancando il rispetto delle diverse opinioni di tutti cittadini. Invitiamo quindi il sindaco, quale legale rappresentante della Città di Trino, a condannare pubblicamente questi fatti e a impegnarsi affinché non succedano più in futuro. Viva l’Italia Repubblicana Antifascista”.

Daniele Pane
Sul tema il sindaco Daniele Pane afferma: “Se qualcuno ha assistito a comportamenti o espressioni che riteneva configurassero un’apologia del fascismo o comunque un illecito, avrebbe dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine, che sono le autorità competenti a verificare e valutare quanto accaduto. Per quanto riguarda invece l’episodio relativo al DJ, credo che il principio debba essere uno solo: la libertà di espressione vale sempre, a destra come a sinistra. Non credo sia compito del sindaco stabilire quali opinioni politiche possano essere espresse durante uno spettacolo, purché naturalmente non si oltrepassino i limiti previsti dalla legge. Non intendo quindi entrare in una polemica politica su episodi dei quali, peraltro, non sono stato diretto testimone. Il Comune ha organizzato e ospitato una festa che deve essere di tutti e, proprio per questo, ritengo importante non trasformare la festa patronale in un terreno di scontro politico”.

Alessandro Portinaro
Infine interviene l’ex sindaco Alessandro Portinaro: “Peggio dei cori inneggianti al duce, degli insulti (ai “comunisti”, dopo aver chiesto se ce n’erano in piazza) lanciati dal palco, sono i tentativi di minimizzare, i commenti che tendono ad equiparare il fascismo a quelle forze che invece hanno combattuto per liberare l’Italia dalla dittatura, per non parlare di quei nostalgici del ventennio che, evidentemente, sono felici di poter disporre di quella libertà di parola che allora era negata. Perché quel che accaduto in quei minuti è da condannare e basta, senza tentennamenti. A mio avviso, per due semplici motivi. Il primo, tutto locale, è che una festa patronale di successo, in cui si ritrova tutta la comunità, non può e non deve diventare un’occasione in cui qualcuno si sente escluso, offeso o non voluto. San Bartolomeo è di tutte e di tutti, un momento di ritrovo prima della ripartenza autunnale. Una festa resa possibile dal lavoro di tante persone, che sono da ringraziare. Lo spazio pubblico non può essere appannaggio di qualcuno, ancora meno di chi si pone in antitesi rispetto ai valori della nostra Nazione. Il secondo riguarda la necessità, sempre più urgente, di ribadire l’importanza di quei valori che garantiscono la convivenza civile e che sono esattamente agli antipodi rispetto a quanto accadde nel ventennio fascista. Quella dittatura non fu un “periodo d’oro”, ma la stagione più buia della storia d’Italia, con la sua scia di sangue, distruzione e guerre. Quando c’era LVI, come piace dire a qualcuno, non esisteva alcuna libertà, i rastrellamenti e le deportazioni erano all’ordine del giorno e il fascismo fu corresponsabile e partecipe della peggior carneficina che ha insanguinato l’Europa. Altro che goliardate. E infine, in merito ai “comunisti pezzi di m€*da”, vorrei aggiungere due cose. Quando penso ai comunisti italiani, penso ad Antonio Gramsci, fatto morire nelle carceri fasciste, perché “Noi dobbiamo impedire per vent’anni a questo cervello di funzionare”. Penso ad Enrico Berlinguer, che per chiunque è simbolo di serietà, passione e rispetto della democrazia. Penso a Nilde Iotti, partigiana, costituente e prima donna Presidente della Camera dei deputati. Penso a Guido Rossa, sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse. A Francesco Audisio e Carlo Gianotti, ad esempio, trinesi uccisi in quegli anni tremendi. Penso alle migliaia, milioni di persone che hanno contribuito a rendere migliore l’Italia e la democrazia. E pur non avendo fatto parte di quella storia, non foss’altro che per questioni anagrafiche, non mi metterei a saltellare “goliardicamente”, ma resterei con i piedi ben piantati per terra”.

