“Chiediamo trasparenza sulla figura del portavoce”: questa la richiesta del gruppo di minoranza

“Il nostro obiettivo è garantire la massima trasparenza sull’impiego del denaro pubblico. Riteniamo che ci sia una differenza fondamentale tra la comunicazione fiduciaria di parte e un servizio di informazione pubblica neutrale e plurale, capace di dare voce a tutto il Consiglio comunale e di offrire un servizio reale a tutta la cittadinanza”. Il gruppo consigliare di minoranza “Impegno per Trino e Robella” interviene così sul tema del portavoce del sindaco e della giunta.

Dal gruppo spiegano di aver “depositato un’interrogazione a risposta orale in Consiglio Comunale per fare chiarezza sull’iter amministrativo relativo alla Delibera di Giunta n. 130/2026 e all’impiego dei fondi destinati alla comunicazione dell’Ente. La questione trae origine dalle risorse stanziate in bilancio nell’ambito del capitolo denominato “Rassegna Stampa” (pari a 58.000 euro). Tale capitolo era stato inizialmente prospettato come risorsa preordinata all’attivazione di un servizio di informazione istituzionale e rassegna stampa a beneficio dell’intero Consiglio Comunale, prospettiva verso la quale la minoranza non aveva opposto alcuna contrarietà. L’adozione della Delibera n. 130/2026, volta al conferimento di un incarico fiduciario di “Portavoce del Sindaco e della Giunta” ai sensi dell’art. 7 della Legge 150/2000, ha tuttavia evidenziato una netta difformità tra la dicitura del capitolo di bilancio e l’effettivo oggetto dell’avviso pubblico, che appare orientato prevalentemente al supporto d’immagine e alla comunicazione di parte della giunta”.

E aggiungono: “Chiediamo quindi al sindaco e alla giunta di illustrare in aula alcuni punti: le motivazioni amministrative che hanno portato a destinare le risorse del capitolo “Rassegna Stampa” a un incarico fiduciario di portavoce anziché all’istituzione di un servizio di informazione istituzionale plurale; gli esiti dell’avviso pubblico e se l’Amministrazione intenda valutare un riorientamento della scelta verso la figura dell’addetto stampa (art. 9 L. 150/2000), professionale, iscritto all’albo dei giornalisti e al servizio dell’intero ente; il dettaglio economico dello stanziamento di 58.000 euro, specificando la quota destinata ai costi vivi di gestione (abbonamenti a quotidiani, banche dati e licenze software) e l’effettivo compenso mensile previsto per il professionista”.