Si è tenuta in biblioteca civica una bella lezione sulla Costituzione da parte di Alberto Perduca, già procuratore ad Asti, che ha parlato sul tema “Costituzione: la rottura col passato”. L’incontro è stato organizzato dalla sezione di Trino dell’Anpi, dall’Istituto Storico per la Resistenza e la Società Contemporanea e dal Comune di Trino, nell’ambito dei festeggiamenti della Festa della Repubblica.
In apertura il sindaco Daniele Pane ha spiegato: <<La nostra Costituzione è tra le più moderne, scritta da tante teste libere e pensanti e dopo un periodo buio e nero. In questi tempi moderni in cui c’è molto più personalismo e la gente è più egoista, sarebbe bello tornare altruisti, lo dobbiamo a tutta quella gente che ha lottato per la libertà che abbiamo ancora oggi. Bisogna essere tutti più responsabili, anche nelle piccole cose quotidiane, ed essere di aiuto gli uni per gli altri. Ringrazio l’Anpi di Trino e l’Istituto Storico per Resistenza per aver dato vita col Comune di Trino a questo protocollo d’intesa che è un fiore all’occhiello unico sul territorio>>.

Enrico Pagano, direttore di Istorbive, ha aggiunto: <<Questo protocollo è un fiore all’occhiello che mette in risalto le ricorrenze istituzionali, come questa del 2 giugno, data che ricorda quando fu scelta la repubblica anziché la monarchia, un referendum che portò al voto quasi il 90 per cento degli aventi diritto al voto>>.
Pier Franco Irico, presidente dell’Anpi di Trino, ha introdotto il relatore Alberto Perduca ricordando la sua carriera nella magistratura, ma anche il ruolo in seno alla Commissione Europea e autore di diversi scritti.
Perduca ha spiegato: <<Con il referendum tra repubblica e monarchia, vennero portati al voto circa 25 milioni di italiani, si sfiorò il 90 per cento. Vinse la repubblica, da lì nacque poi l’assemblea costituente per redigere la Costituzione. Il 75 per cento dei voti andò a Democrazia Cristiana, comunisti e socialisti. In un anno e mezzo la Costituente elaborò il documento che venne così approvato e che entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Fu un testo innovativo e di rottura, dopo oltre venti anni di dittatura. Un documento frutto dell’impegno e della qualità di padri e madri costituenti. Ci fu una forte discontinuità verso il regime monarchico e una rottura netta col fascismo>>.
Perduca ha aggiunto: <<Lo Statuto sabaudo era una carta concessa dal sovrano, la Costituzione era stata elaborata dalla Costituente eletta dal popolo sovrano. Lo Statuto era modificabile in modo ordinario, la Costituzione è rigida e con una procedura che la protegge dalla mutevolezza del cambio di maggioranze parlamentari. Al centro dello Statuto c’è la corona e il re è sacro e inviolabile, ed è fonte di tutti i poteri. La Costituzione presenta differenze evidenti, mette subito in risalto come la nostra sia una repubblica democratica, che la sovranità è del popolo che la esercita secondo le norme previste dalla Costituzione. Il governo è espressione del parlamento al quale risponde direttamente, e il Presidente della Repubblica ha un ruolo di arbitro super partes. La Costituzione prevede la Corte Costituzionale che ha il compito di garantire la conformità delle leggi davanti alla Costituzione. Il potere giudiziario è autonomo e indipendente e i giudici sono soggetti soltanto alla legge, senza subire influenze da altri poteri. La Costituzione che all’articolo 11 dice che l’Italia ripudia la guerra, all’articolo 54 dice che comunque è un dovere difendere la patria>>.

Su Costituzione e fascismo, Perduca ha aggiunto: <<La rottura passa dalla comparazione, dal confronto, tra alcune leggi. Dopo l’assassinio di Matteotti nel 1924 si registrò un incedere inarrestabile di provvedimenti per consolidare il regime fascista. La nostra Costituzione tutela e amplia la libertà, il fascismo sopprimeva la libertà. La Costituzione tutela le persone, il regime fascista metteva se stesso davanti a tutto>>.


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