Dal ritiro dell’autocandidatura al rilancio del nucleare

Si terrà giovedì 26 giugno alle 21 al Teatro Orsa di piazza San Giovanni Bosco a Trino l’assemblea del Comitato Tri.NO sul tema del nucleare.

Dal comitato spiegano: <<Sono passati più o meno 15 mesi da quel fatidico mercoledì 13 marzo 2024, quando, riuniti nel salone dei Salesiani, ricevemmo la conferma del ritiro dell’autocandidatura ad ospitare il Deposito unico nazionale da parte del sindaco di Trino. Alcuni dei presenti gioirono moderatamente, perché volevano verificare le future “mosse” della politica, soprattutto quelle governative; esse, le mosse, ci sono state, ma, per usare degli eufemismi, alquanto confuse e contraddittorie. In estrema sintesi siamo passati: dalla prosecuzione del protocollo C.N.A.I. (Carta delle Aree Idonee) all’attivazione della V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) sui 51 siti idonei della C.N.A.I. stessa; all’ipotesi di tre depositi, uno per il Nord, uno per il Centro ed uno per il Sud Italia; all’affermazione del ministro Pichetto Fratin che le scorie potrebbero rimanere negli attuali (22) siti sparsi in tutta Italia. E per le scorie ad alta intensità? In un primo tempo ci fu la proposta di Westinghouse per la trasformazione dell’isola nucleare della “E. Fermi”, pronta ad ospitare i cask con le scorie ritrattate di ritorno dall’estero; tale ipotesi sembrerebbe caduta nel dimenticatoio, passata in secondo piano rispetto alla possibilità di utilizzo come deposito per l’alta attività, sia quella italiana che quella di ritorno dall’estero, dell’ex reattore sperimentale “Avogadro” di Saluggia. Edificio di proprietà Stellantis, ex Fiat (quindi in mano a privati), sito storicamente non privo di problemi, ubicato in riva sinistra della Dora Baltea, a 1 chilometro circa dai pozzi di adduzione del più grande acquedotto piemontese, quello del Monferrato (99 comuni serviti, 48 in provincia di Asti, 44 in provincia di Alessandria e 7 in provincia di Torino, 47.000 utenti, circa 86.000 persone che bevono quell’acqua, 7.000.000 di metricubi erogati all’anno). Per non farci mancare proprio nulla, l’esecutivo ha inserito nel proprio programma di mandato (in barba al risultato di ben due referendum, 1987 e 2011) il rilancio del nucleare. Si passa dai grandi reattori agli “Small Modular Reactor”, piccoli reattori modulari, in grado, secondo i fautori, di essere utilizzati localmente, per singoli comparti industriali, aiutando ad abbatterne i costi energetici, agli “Advanced Modular Reactors”, evoluzione dei reattori di IV^ Generazione, raffreddati a piombo liquido e pensati per essere autofertilizzanti>>.

<<Dove pensano di posizionare il “nuovo” nucleare? Abbiamo il sospetto che il territorio che “vincerà questa lotteria” sarà, ancora una volta, il basso vercellese, Trino e Saluggia in testa, nuovamente sacrificabili, insieme al Basso Monferrato, sull’altare del «progresso nucleare», candidandoli ad ospitare sia il Deposito Nazionale de facto, che impianti di produzione da atomo. Per discutere e per capire come rispondere a tutto ciò, è giunto il momento di riunire in assemblea gli iscritti del Comitato. Chiediamo a tutti gli iscritti, ma anche ai cittadini ed alle cittadine che lo ritengano opportuno, di presenziare. L’assemblea servirà anche per la verifica e il voto dello statuto e la nomina del nuovo direttivo>>.