Dibattito a tratti molto spigoloso quello avvenuto durante l’ultima seduta della commissione consultiva comunale sulla disattivazione della centrale nucleare “Enrico Fermi”.
In apertura il presidente della commissione, Fausto Cognasso, ha spiegato che <<siamo alla fine dell’accordo tra Italia e Francia così che i materiali riprocessati dovranno rientrare in Italia probabilmente entro il 31 dicembre 2025>>. Cognasso ha poi lasciato spazio a Fulvio Mattioda, responsabile Sogin dell’area disattivazione della “Fermi”, per illustrare cosa è stato fatto negli ultimi tempi.
<<Ci siamo visti in questa commissione il 23 maggio 2024 e il 26 febbraio 2025 al tavolo della trasparenza in Regione Piemonte, quindi vi posso illustrare lo stato di avanzamento dei lavori a partire dal 26 febbraio scorso -ha sottolineato Mattioda>>.
Tra le cose principali c’è stata <<l’apertura della “testa” del vessel, operazione necessaria per lo smantellamento dello stesso. Stiamo adeguando il deposito D2, i lavori sono in corso in queste settimane. Sono state realizzate le opere propedeutiche per l’avvio del Sicomor, previsto nel 2026. C’è poi la preparazione per l’invio in Svezia del materiale metallico da decontaminare con un processo di fusione possibile in quel Paese: sono già stati effettuati cinque trasporti nel 2024, il sesto a giugno, ne seguiranno altri, per un totale di 500 tonnellate>>.
Mattioda sul deposito D2 ha aggiunto che <<è stato demolito l’edificio esistente per costruire quello nuovo, per il quale si spera di averlo coperto prima dell’inverno>>.
Mentre sul piano a vita intera di Sogin, Mattioda ha detto che <<il documento è in fase di studio e analisi da parte di Arera per l’autorizzazione e fino a quel momento non possiamo fornire cronoprogrammi e aggiornamenti>>.
Sul vessel ha detto che <<pesa 200 tonnellate, è spesso tra 5 e 25 centimetri>>.
Il ritorno del combustibile irraggiato: <<Quello che era presente a Trino è stato inviato in parte in Inghilterra tra il 1970 e il 1990 ed è stato riprocessato, pronto a tornare in Italia. Noi attendiamo indicazioni dagli organi competenti su modalità e tempi del rientro. Il resto era stato inviato in Francia tra il 2010 e il 2015 ed è in fase di trattamento>>.
Duro l’intervento del rappresentante delle associazioni ambientaliste e membro della commissione Umberto Lorini: <<Il piano a vita intera è stato annunciato dal vostro amministratore delegato Artizzu a febbraio, ha detto che lo smantellamento è al 43 per cento e che si arriverà fino al 2043. E’ stato approvato dal Cda della Sogin e ora non ci dite nulla. Quando sarà la conclusione del decommisioning a Trino? Credo che le date del 2020 e del 2031 non verranno rispettate. Sul rientro del materiale riprocessato sempre Artizzu ha parlato della “Avogadro” di Saluggia, mentre al tavolo della trasparenza avete detto che si valutano varie ipotesi. Artizzu ha anche detto che i siti sedi di impianti nucleari sono adatti per far ripartire il nucleare, lo ha detto anche a Caorso. E’ stucchevole da parte vostra che non si diano mai veri aggiornamenti su Trino. E’ inutile continuare le riunioni della commissione in questo modo, continuerò fino a fine mandato, poi lascerò, sono deluso>>.
Benedetta Celata, responsabile delle relazioni istituzionali di Sogin, ha risposto a Lorini: <<Ci siamo visti quattro mesi fa al tavolo della trasparenza, quando vi avevamo già dato le novità e risposto ai quesiti. Sul piano a vita intera, è stato pubblicizzato da Artizzu, ma non possiamo ancora divulgare tempi e costi prima dell’autorizzazione di Arera. Quando saremo autorizzati, saremo noi per primi a chiedervi di convocare questa commissione. Sulla questione Westinghouse, più volte ripresa, si stanno facendo degli approfondimenti legali non semplici. Sul combustibile riprocessato: il ministro Pichetto ha detto che si stanno rivisitando gli accordi di Parigi e quindi tempi e modi non dipendono da Sogin. Sulla destinazione finale del sito, sarà decisa dal ministero e noi ci atterremo alle decisioni, intanto pensiamo alla sua valorizzazione industriale>>.
Dopo gli interventi di Cognasso e Patrizia Ferrarotti, è intervenuto di nuovo Mattioda: <<Il deposito D2 avrà la stessa volumetria di prima, ma viene rifatto per massimizzare le capacità di stoccaggio e per attenersi alla guida tecnica. Sul recupero e la valorizzazione del sito della “Fermi”, si sta lavorando a un progetto di Bess per un impianto di stoccaggio dell’energia con batterie sull’area Sogin. Ed inoltre c’è il progetto del fotovoltaico sugli edifici della centrale e su aree esterne alla recinzione>>.
E’ intervenuto anche il sindaco Daniele Pane: <<Il compito dei membri della commissione è di attenersi al quadro normativo e non di fare propaganda. Ritengo ad esempio grave quando Pichetto ha dichiarato di pensare a 22 depositi dislocati sulle varie aree, perché non si è attenuto al quadro normativo, che prevede Cnai, Vas e non altro. Finalmente però un ministro, che si è contraddetto in pochi giorni, ha detto che se nessun territorio nella Cnai si farà avanti, sarà il Governo a decidere il sito del deposito nazionale. Sul piano a vita intera, pretendere di conoscere qui in commissione determinati passaggi che sono stati approvati dal Cda di Sogin è preoccupante, visto che deve essere ancora approvato da Arera. Se l’amministratore delegato di Sogin ha detto alcune cose, se ne assumerà la responsabilità se non poteva dirle. Il Cda di Sogin ha approvato il piano e non l’ha divulgato perché non può farlo prima dell’autorizzazione di Arera. L’augurio è che comunque il nuovo piano contenga date certe dell’avanzamento dei lavori>>.

Leave a Comment