Quale è il suo vino preferito? “Il Barbera”. Peccato, pensavamo al Grignolino. “Lo bevo, ma apprezzo molto il Grignolino mascotte della Trino DiVino. Vi aspettiamo domenica 5 ottobre per tutta la giornata a Trino per l’evento clou dell’autunno trinese”.
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Il sindaco Daniele Pane lancia la manifestazione che nei quattro anni precedenti ha riscosso grande successo e che si propone per un’altra edizione da tutto esaurito.
Sindaco, lei sa dove abita Grignolino?
“So che è tra le colline del vicino Monferrato, ma non so dove”.
Fosse venuto con noi, lo avrebbe scoperto. Ma domenica sarà in pista anche lei con Trino DiVino e Grignolino?
“Sicuramente. E sono certo che la mascotte dell’evento saprà coinvolgere tutti, non può mancare. Anzi, ho visto che si è aggirato già durante la Festa del Vino di Casale Monferrato, città della quale il sindaco Emanuele Capra mi ha chiamato dicendomi che la nostra mascotte stava sponsorizzando la festa trinese da loro”.

Torniamo seri, sindaco. Cosa ne pensa di Trino Divino?
“E’ un successo da quattro anni, è l’azzeccata evoluzione di quella che era la Festa di fine estate che aveva portato a Trino Jerry Calà, Cristina D’Avena coi Gem Boy. Con l’avvento di Trino DiVino quell’evento si è trasformato in qualcosa che è un successo e che è identitario della nostra città. Il nome Trino Divino era nato nel 2020 per il Dantedì per celebrare Dante Alighieri legandoci al fatto che la Commedia era stata stampata per la prima volta come Divina Commedia dal trinese Gabriele Giolito Ferrari. Univa territorio e storicità. Poi è diventato Trino DiVino ed è un evento commerciale che crea l’unione tra le terra di pianura e quella di collina, unendo l’acqua di risaia all’uva e al vino. Trino è l’emblema di questa unione, da sempre, nella storia, ci troviamo con epicentro tra Vercelli e Casale Monferrato, equidistanti. Noi siamo al centro e forse siamo la vera capitale di questa zona”.
Sindaco, il buon Grignolino vorrebbe che Trino DiVino da un giorno si allargasse prima a un fine settimana e poi a una settimana intera. Cosa ne pensa?
“Un fine settimana dedicato a Trino DiVino si può fare. Una sorta di prova c’è stata due anni fa quando la festa patronale di San Bartolomeo era stata funestata dal maltempo e avevamo recuperato la serata del comico Dado in occasione di Trino DiVino. Un week end quindi ci può stare. L’anno prossimo non so se sarà fattibile, la festa patronale di San Bartolomeo, come ho già preannunciato, nel 2026 si svolgerà su due fine settimana dell’ultima parte di agosto e poi abbiamo anche l’impegno della Risò International Cup che nel 2026 sarà ancora più grande. Quindi vedremo se sarà possibile far crescere già l’anno prossimo Trino DiVino, dipende dalle disponibilità economiche che ci saranno a disposizione. Comune di Trino e Aoct faranno la propria parte, ma servirà anche l’apporto dei privati, come già avvenuto poche settimane fa con la Risò International Cup”.
Scusi, ma Trino DiVino potrebbe diventare un evento di grande respiro come, per fare un esempio, l’Alpaa di Varallo?
“No, la dimensione di Trino DiVino è quella attuale o su un fine settimana intero. Con Risò il calendario di settembre è già intasato e infatti quest’anno Trino DiVino arriva ad inizio ottobre e più in là è meglio non andare, altrimenti il tempo potrebbe essere più inclemente. Quindi Trino DiVino, come ha proposto Grignolino, va bene magari su in fine settimana, non di più. Per essere come una Alpaa, si dovrebbe svolgere tra luglio e agosto, ma adesso abbiamo Risò, che è stato un grande successo, sia a Vercelli che nei paesi. Le proposte messe in campo a Trino, Asigliano, Buronzo, Pobietto, per citarne alcune, hanno avuto un grande successo. Risò tornerà quindi con alcune correzioni, con delle migliorie, e con ancora una maggior proposta nei paesi per Risòff”.
Sindaco, chiudiamo col vino: quindi a lei piace il Barbera?
“Sì, tra i vini monferrini è il mio preferito. Mi piace il vino fermo. Mi piacciono i vini italiani e, anche se non sono un amante sfrenato delle bollicine, preferirò sempre il prosecco allo champagne”.

