I POkeNOn continuano la battaglia sulla sicurezza a 25 anni dall’alluvione

Da 25 anni battagliano per la sicurezza del territorio, si sono fatti promotori di azioni eclatante nei momenti immediatamente successivi all’alluvione del 2000 e negli anni seguenti. E’ il gruppo dei POkeNOn composto principalmente da Pier Giuseppe Danna, Mario Tricerri, Piero Francese e Paolo Viazzo.

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Furono tra l’altro fautori della prima idea progettuale dell’allungamento del ponte sul fiume Po. Ma anche di tante altre iniziative, tra la raccolta firme per la rimozione della briglia della centrale nucleare, l’impegno per la realizzazione del nuovo canale scolmatore.

A 25 anni ne parliamo con Danna: cosa ricorda di quell’evento alluvionale del 2000?

“Ricordo che per la prima volta i cittadini di Trino presero coscienza che c’era un problema di alluvione. Avevamo vissuto il 1994 come una cosa che era successa, che era capitata, ma nel 2000 abbiamo capito tutti noi trinesi che c’era un problema che riguardava il Po e l’idrografia minore. Non c’erano gli argini, il progetto dello scolmatore, c’era ancora la briglia: tutti questi problemi vennero chiaramente alla luce dopo il 15 ottobre 2000, perché non era accettabile subire due alluvioni in sei anni”.

Come nacque l’iniziativa del gruppo dei POkeNOn?

“L’iniziativa è nata in una mansarda una settimana dopo l’alluvione per capire come iniziare a muoversi. In quel periodo stava nascendo il Comitato Alluvionati, ma certe cose non ci quadravano, così abbiamo fatto in fretta, abbiamo piazzato il nostro tendone nella zona della centrale nucleare e lo abbiamo chiuso il 17 dicembre e in quel mesetto abbiamo sviscerato tutti gli eventuali problemi per i quali stiamo ancora lottando oggi”.

Danna, ma dopo 25 anni quale è la situazione della sicurezza idrogeologica di Trino?

“A volte c’è dello scoramento, non esiste che quando una cosa è urgente, dopo 25 anni non si abbia ancora lo scolmatore completato. Le condizioni però sono cambiate rispetto al 2000: per la briglia abbiamo lottato, raccolto le firme, e l’Enel poi l’ha rimossa; gli argini sono stati realizzati. Questo ci ha permesso fortunatamente di vivere solo delle grandi emergenze, gestite discretamente bene con quanto abbiamo a disposizione, fino a oggi. Manca ancora il tassello del completamento dello scolmatore che, insieme all’allungamento del ponte sul Po, sono gli obiettivi che ci permetteranno, forse, non sappiamo quando, di vivere molto più tranquilli”.