Convegno sull’integrazione: gli interventi di don Tossou, El Yousfi e Massazza

Al convegno “Una comunità che dialoga per accogliere e integrare le diverse culture”, promosso da Pd e Al Ferdauss, ci sono stati diversi altri interventi.

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Per primo il parroco don Claude Tossou: “Mi colpiscono molto i termini comunità e ospite. Mi viene in mente che comunità è quel luogo in cui si costruisce un rapporto, comunità vuol dire costruire. La comunità è un castello che non si finisce mai di costruire e dalla quale nessuno deve sentirsi escluso. Si fa ancora fatica a essere comunità. La parola ospite invece è comprensiva di chi accoglie e di chi viene accolto, perché siamo tutti ospiti, essere arrivati prima non dà un diritto particolare, la terra non appartiene a nessuno ed è stata fatta da qualcuno. Chi arriva dopo deve avere gli stessi diritti di chi è arrivato prima. Chiunque arriva in un luogo è sempre un carico di valori, e il male non dimora in chi arriva, può esserci in chiunque. Se c’è rispetto però cade ogni paura. Se incontro una persona per strada e mi saluta con un ciao fratello, questo saluto è più forte di essere salutato col proprio nome”.

Per Al Ferdauss è intervenuto Nour Eddine El Yousfi: “E’ bello questo spazio per uno scambio di identità e culture. La nostra associazione rappresenta la comunità islamica a Trino e ha sempre avuto lo scopo di instaurare un rapporto con la cittadinanza trinese per uno scambio culturale e per il dialogo. Trino sta cambiando, tutti i giorni vediamo volti nuovi. E’ un cambiamento che dobbiamo riconoscere come una nuova identità della collettività, con nuove energie, valori, idee. I nostri figli frequentano questa scuola e giocano insieme agli altri. Abbiamo tutti gli stessi sogni. Si lavora e si fa parte del volontariato trinese. Lo straniero non è un qualcosa da temere, ma un valore aggiunto e l’integrazione è un mosaico trinese fatto di più culture ed origini. L’Islam, come tutte le religioni, invita al rispetto, alla pace e alla solidarietà. Bisogna conoscersi e rispettarsi, la differenza non deve essere un limite, ma una ricchezza, dobbiamo costruire ponti e non muri”.

Giuseppina Massazza, per l’Istituto Comprensivo Asigliano-Trino, ha illustrato cosa viene fatto e ha esordito dicendo che “ci sono alcune persone che mi aspettavo di vedere e invece non vedo e altre che invece non pensavo di vedere, tra cui i miei alunni. Faccio parte della funzione intercultura della nostra scuola che si prefigge di migliorare l’offerta formativa per i nostri ragazzi. A Trino il 45 per cento degli studenti ha un background migratorio, nel 2022 era al 40 per cento. Abbiamo ragazzi nati all’estero e arrivati in Italia, abbiamo ragazzi nati in Italia da genitori stranieri, e abbiamo i nuovi arrivati in Italia, i Nai, che quest’anno sono dieci e sono stati inseriti in classe dove sono seguiti da una docente di italiano lingua 2, la professoressa Blandino, con l’aiuto dei volontari professore Garrione e maestro Tricerri, per tre mattine a settimana. E poi c’è la collega Mariuccia Martinotti che col suo doposcuola ha sempre aiutato in tal senso. L’integrazione passa attraverso la conoscenza reciproca”.