Ibg a Trino, e non solo, è un marchio ben noto, è storia, è servizio a domicilio di bevande ed è sinonimo di fiducia. Da 50 anni, come Ibg, da ben di più se si aggiunge la ditta, la Bodo e Rosso, da cui Ibg ha preso vita con Guido Alandi.
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Guido raccontaci un po’ di storia della ditta che hai guidato per 25 anni: “L’Ibg nasce come ditta artigiana e stava per Imbottigliamento Bevande Gassate. Nasce il 1° gennaio 1975 con sede in via Marzabotto a Trino. Ero entrato in società con Anselmo Rosso, dopo aver lavorato per lui e Sergio Bodo per alcuni anni alla Bodo e Rosso. Fino al 1978 abbiamo proseguito con l’imbottigliamento, poi ci sono stati i cambiamenti e siamo diventati una ditta dedita al commercio di bevande. Anselmo Rosso è stato in società con me fino al 1980, quando poi è andato in pensione, mentre è stata con me da sempre in ditta mia moglie Caterina Irico. La mia avventura imprenditoriale all’Ibg è proseguita fino al 2000, ma nel frattempo l’Ibg nel 1998 si era spostata in via Torino, la sede attuale, e nel 1999 in via Marzabotto abbiamo aperto un supermercato”.
Prima di proseguire, come funzionava l’imbottigliamento delle bibite?
“Avevamo due lavatrici, una con acqua calda per sgrassare la bottiglia, l’altra per il risciacquo, e una macchina con tutti i vari sciroppi per realizzare quella che noi abbiamo sempre chiamato la spuma, le bibite”.
Riprendiamo la storia dell’Ibg: quali sono stati i passaggi successivi?
“Nel 2000 siamo stati colpiti, come il resto di Trino, dall’alluvione e nella sede attuale in via Torino entrò tanto catrame da lasciare una situazione devastante. Avevo pensato di chiudere e lasciare, poi mi convinsi a proseguire, facendo pulizia poco per volta, e nel frattempo stava nascendo il passaggio della ditta dal sottoscritto ai fratelli Stefano e Andrea Bedello, che avvenne ufficialmente nel 2001. Poi nel 2004 Stefano lasciò per andare in seminario e diventare sacerdote, Andrea proseguì e con lui in società nel 2005 subentrò Mattia Tricerri. Andrea Bedello rimase in Ibg fino al 2012, quando la società divenne tutta di Mattia”.
Guido, facciamo un salto indietro: che notizie ci sono della Bodo e Rosso?
“Non ho date certe ma penso che la ditta del Firmino Bodo fosse attiva da almeno vent’anni prima della nascita dell’Ibg, forse anche di più. Poi Firmino lasciò al figlio Sergio che in seguito accolse come socio Anselmo Rosso. La ditta si trovava nella vietta cieca di fianco al bar Cittadella”.
Guido ci racconti qualche aneddoto legato ai tuoi 25 anni in Ibg?
“Col gruppo Big Drink, eravamo 32 aziende nell’Unibe, andammo in pubblicità con la gazzosa anche su Carosello, ad esempio. Poi posso ricordare come negli anni ‘70 e ‘80 su ogni tavolo di casa non mancava il doppiolitro di vino, cosa oggi ormai scomparsa, e le spume andavano davvero forte. La birra arrivò invece nel 1980. Le spume sono andate sparendo con l’avvento forte della Coca Cola. Posso dire di aver vissuto un passaggio di stile di vita nel bere”.
Ma come sei arrivato a lavorare in questo settore?
“Quando ho deciso di lasciare la scuola, mio padre mi disse che dovevo mettermi a lavorare, così chiesi al Sergio Bodo se aveva bisogno di personale, mi assunse e lavorai per lui e Rosso per alcuni anni. E poi subentrai a Bodo”.

La sede di via Torino dell’Ibg
I titolari successivi a Guido Alandi all’Ibg furono quindi i fratelli Stefano e Andrea Bedello, con l’Ibg 2001. Stefano, come ricordi gli anni in Ibg?
“Il primo ricordo che io e mio fratello abbiamo stampato nella mente è tutto il catrame che c’era nella sede di via Torino dopo l’alluvione del 2000. Ricordo quei segni in modo indelebile. Con Guido Alandi siamo ripartiti pulendo pezzo per pezzo l’area magazzino. Io e Andrea rilevammo l’azienda, subentrando nel 2001, con ancora i danni dell’alluvione da ultimare nella sistemazione. Però siamo ripartiti con una clientela fissa e consistente, che ha sempre apprezzato, anche in tutti gli anni precedenti, il servizio al dettaglio dell’Ibg, ricevendo la merce richiesta direttamente a casa. Per me non è stato faticoso entrare nell’ottica di questa ditta, perché, per carattere, non ho mai avuto problemi a relazionarmi con la gente. E poi la cortesia di un sorriso al cliente, nel servizio a casa o in ufficio, per ordini e consegne, è sempre stato un bel modo di porsi e di farsi voler bene. Tra i nostri collaboratori ci tengo a ricordare Antonietta Tovo, era insostituibile e imprescindibile in segreteria. E poi io e Andrea ci teniamo a ricordare l’apporto che ci ha dato nostro papà Lorenzo: lui, giovane pensionato, era diventato il cuore del magazzino, con la saggezza dell’esperienza. Era molto attivo. La nostra ripartenza dopo l’alluvione fu abbastanza decisa tanto che in poco tempo ci siamo infatti messi alle spalle la terribile alluvione e ci siamo dati un grande slancio, proseguito poi con Andrea e Mattia Tricerri. Io lasciai nel 2004”.
Stefano Bedello conclude: “Ibg è una delle aziende con più storia a Trino, Ibg è un marchio nella nostra città, contraddistinta dall’aver sempre fatto servizio a domicilio”.

La festa per i 20 anni di gestione dell’Ibg di Mattia Tricerri
Infine l’avvento di Mattia Tricerri: com’è stato il tuo ingresso in società?
“Sono subentrato in Ibg a Stefano Bedello dal 2005, ma ci avevo già lavorato per Guido Alandi nell’estate del 2000 fino all’alluvione, poi ero stato nella tabaccheria di famiglia e nei Vigili del Fuoco a Vercelli. Da settembre 2004 lavorai per i fratelli Bedello e l’anno dopo sono entrato in società con Andrea. Da quel momento, oltre ai tanti privati, abbiamo ripreso a lavorare come grossisti, poi abbiamo acquistato banconi e gazebo per il servizio alle feste e negli anni seguenti abbiamo avuto un boom di fatturato”.
Come riassumi i tuoi 20 anni alla guida dell’Ibg?
“Ho un ricordo sempre bello, vivo, con la gioia di aver saputo ripartire da zero e di essersi saputi rinnovare negli anni. Questo lavoro mi piace molto, è bello, non è un mondo semplice, ora il periodo è difficile per ogni tipologia di commercio in generale, nel nostro settore si sta sentendo molto, ma c’è sempre la voglia di andare avanti con ottimismo. Teniamo duro, affrontiamo le difficoltà odierne con spirito positivo e mi sento di dire che oggi forse sarebbe impossibile partire con l’attività come ho fatto io venti anni fa, sono cambiati i tempi”.

