Roberto Boscolo è il nuovo capo distaccamento dei Vigili del fuoco volontari di Trino. Classe 1981, nei Vigili del fuoco dal 2000.
Ma chi è Roberto Boscolo?
“Nella vita quotidiana sono un ragazzo che fa impresa, quella creata grazie al babbo Federico che nel 1972 decise di fare l’idraulico. A 14 anni non avevo voglia di studiare, così mi fece lavorare con lui e da lì trovai la mia strada. In quel momento ho capito cosa volevo fare. Papà nel 2007 è andato in pensione e ho preso in mano le redini della ditta. All’inizio eravamo io, mio fratello Andrea e papà, oggi siamo in quindici. Ho una famiglia che mi supporta e mi sopporta, grazie a mia moglie e mia figlia, di 7 anni. Quindi mi barcameno tra la famiglia, che è sempre in cima a tutto, azienda e Vigili del fuoco. Ho anche altre passioni: vado in bicicletta, per anni ho fatto arti marziali. Sul lavoro mi piace fare le cose per bene: a volte non mi fido e non delego ad altri, voglio fare le cose personalmente, ma ci sto lavorando, ultimamente certi avvenimenti mi hanno fatto capire che è giusto delegare, così sto trovando più spazio per la mia famiglia e per me”.
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Perché ha deciso di entrare nei Vigili del Fuoco?
“Fin da bambino ho frequentato la caserma dei Vigili del fuoco, quindi sono cresciuto con questa cultura. Da bambino frequentavo la caserma quando era in piazza Garibaldi, mio papà Federico era il capo distaccamento. A 18 anni poi ho deciso di fare il servizio di leva nei Vigili del fuoco e sono andato a Roma, era il 2000, poi ho proseguito da volontario a Trino. Sono il terzo Boscolo capo distaccamento dopo papà Federico e mio fratello Andrea. In 26 anni da Vigile del fuoco sono cresciuto, ho imparato, ho fatto esperienza, e poi è una passione che ti fa dare sempre il massimo per la comunità. Dopo tanti anni di servizio, ho frequentato il corso e sono diventato capo squadra nel 2019. Per scelta non ho provato ad entrare nel corpo dei Vigili del fuoco come effettivo, perché ho un’attività e ho ponderato la decisione”.
Come ha vissuto e vive gli interventi?
“In questi 26 anni ne ho vissuti tanti che lasciano il segno. Per fortuna, grazie alla prevenzione, gli interventi nel corso del tempo sono calati. Per noi Vigili del fuoco “andare, fare e aiutare” è ciò che mantiene viva la fiamma che arde dentro di noi: intervenire fa parte di noi, manteniamo viva quella fiamma, ma soprattutto vogliamo il bene delle persone. Abbiamo vissuto tanti fine settimana con interventi per incidenti stradali, abbiamo tirato fuori amici e conoscenti, e sono stati momenti brutti, ma quando sei sul posto devi restare lucido. Personalmente per incidenti stradali ho perso uno dei miei migliori amici e liberato dal veicolo dei parenti. Anche in questi casi l’importante è non farsi coinvolgere emotivamente, e proprio per questo siamo una squadra d’intervento capace di coprire eventuali lacune del momento di uno di noi. Quella del Vigile del fuoco è una passione che ti porta a fare interventi da un momento all’altro: mi è capitato di dover correre via da un matrimonio, da delle feste, tanto che a volte, mi si passi il termine, “abbandoni” la famiglia per dare un servizio alla comunità. Non è semplice, serve una grande passione, è la fiamma che ho dentro”.
Come si affrontano timori e paure?
“Premesso che ci sono sempre, è giusto averne, perché ti salva la vita, sennò sarebbe incoscienza. Se gestiti con la formazione e l’esperienza, si trasformano nell’arma in più per trovare la soluzione giusta sul momento. Le paure vanno affrontate e gestite, per questo facciamo tanta formazione, soprattutto psicologica. Lavoriamo in squadra e questa sa gestire i limiti, fisici o psicologici, di ogni suo elemento. Una squadra si deve conoscere emotivamente in tutto per tutto, siamo una famiglia che si aiuta”.
Come affronterà il ruolo di capo distaccamento?
“E’ un ruolo difficile che ricevo da Stefano Cosentino che è stato eccezionale in ciò che ha fatto in diciassette anni, a livello umano e materiale, sempre presente per tutti. Darò il massimo ma non sarò solo, mi avvarrò di un gruppo di lavoro fidato e di esperienza, con Marco Raimondi quale vice, un gruppo in cui non può mancare Fulvio Beccaria, e altri ragazzi di questo splendido distaccamento. Tutti noi dobbiamo tanto a Stefano Cosentino per il lavoro svolto come capo distaccamento in diciassette anni”.
Cosa serve al distaccamento di Trino?
“Abbiamo bisogno di nuovi giovani volontari per il corso che il Comando di Vercelli ci ha comunicato che inizierà da fine ottobre. C’è tempo fino al 15 marzo: i requisiti sono l’età da 18 a 45 anni, cittadinanza italiana e non avere pendenze penali. Cerchiamo anche dei trinesi perché ora facciamo turni serali in caserma, ma se trovassimo più gente di Trino potremmo garantire una maggiore reperibilità che definiamo “di casa” per un pronto intervento”.

