Carnevale Storico Trinese: presentato il bellissimo volume sui Numeri unici del Carnevale

Che meraviglia il volume “I numeri unici del Carnevale Trinese (1952-1963)” curato da Bruno Ferrarotti e promosso da Comune di Trino e Associazione Nuovo Carnevale Trinese. E’ stato presentato sabato mattina in biblioteca e ha sbloccato tanti ricordi e messo in luce la Trino di quegli anni.

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A condurre la mattinata Marco Moret, del direttivo del Nuovo Carnevale Trinese: “In questo libro si può vedere come in quegli anni il sostegno degli sponsor, i commercianti trinesi, era molto forte per sostenere questi numeri unici e il carnevale. Con questo volume di Bruno Ferrarotti, che ringrazio per il bel lavoro svolto, si apre uno spaccato sulla realtà trinese di quel periodo. Ferrarotti, con passione e competenza, ha letto tutti quei libretti e ne ha tratto delle nozioni da cui si capisce come si viveva in quell’epoca. Nel volume c’è la ristampa completa del numero unico del carnevale del 1955 e le foto tratte dagli altri numeri unici, con tutte le copertine. Grazie a Bruno e grazie al Comune di Trino per aver finanziato la stampa”.

Il sindaco Daniele Pane ha detto che “il carnevale ha origini antiche, nel Medioevo prima della Quaresima veniva consentito al popolo di divertirsi. Questo aspetto non è cambiato, ma oggi il carnevale raccoglie un tema di comunità, con tanti aspetti di valore e di memoria, che ci portano indietro nel tempo. La cosa che più ha affascinato sfogliando questo volume, più delle foto di Capitani e Castellane di quegli anni, è stata quella di leggere le pubblicità delle attività commerciali dell’epoca. Consente di riscoprire e ricordare un pezzo di storia della nostra città, un pezzo della nostra Trino. Il carnevale non è solo una festa in maschera e goliardica, è anche socialità, storia e cultura”.

Mauro Tos, presidente del Nuovo Carnevale Trinese, è intervenuto: “A me il carnevale piace, quindi quando mi hanno proposto di diventare presidente di questa associazione, non ho avuto dubbi, ho subito detto di sì. Arrivo da Ivrea, zona che vive intensamente il carnevale. Una manifestazione che è bella, come lo è stare insieme a far festa, a sfilare, a cadere e rialzarsi, è bella anche per chi guarda le sfilate, prendendosi addosso una manciata di coriandoli. E poi porta gioia ai bambini e agli anziani. Viva il carnevale”.

Presente anche uno degli ex presidenti, Loriano Vallongo: “Ho ricoperto questo ruolo per una ventina d’anni, dal 1994, quando il carnevale a Trino stava scemando, in mezzo a due alluvioni, ma pian piano lo abbiamo tirato su, lo abbiamo fatto rinascere e crescere, grazie anche agli amici di Vercelli. All’inizio del mio mandato le amministrazioni comunali trinesi non sostenevano il carnevale, ma devo invece ancora ringraziare i commercianti trinesi che ci sostenevano in maniera grandiosa. Il primo sindaco che ha concesso un contributo fu Alessandro Serra, grazia a lui da allora il carnevale è sostenuto dal Comune di Trino. Il carnevale l’ho amato tanto”.

Moret ha poi introdotto l’attuale Capitano Cecolo Broglia Giuseppe Cannatella che ha ringraziato tutti per i bei momenti che sta vivendo con la sua Castellana Valentina Bellissimo.

Infine l’intervento di Bruno Ferrarotti: “Questo volume fa parte dell’opera di conservazione della memoria trinese. I numeri unici del Carnevale trinese furono dodici. Il Carnevale a Trino è nato nel 1952. Prima, negli anni ‘20-’30 del 1900, c’era l’usanza del povri Peda, un fantoccio che veniva bruciato sul piazzale della stazione. Nel 1952 nacque il Comitato Manifestazioni Civiche e con esso il Carnevale. Si arrivava, in quegli anni, dal post seconda guerra mondiale. Nel 1951 Trino contava quasi 10.000 abitanti, aveva 30 consiglieri comunali, c’era l’elenco dei poveri, oltre 1.200, per avere assistenza medica, medicinali. C’era l’Eca, Ente comunale di assistenza, che seguiva circa 150 poveri, c’era il patronato scolastico che aiutava circa 150 alunni con materiale scolastico, va detto, non proprio ottimale. Si usavano i pennini e l’inchiostro. C’era tanta povertà, manca addirittura il bülon, la lolla del riso, che si usava in piccole stufe stufette e che faceva un fumone. Nel 1951 venne anche installato il semaforo”.

Ferrarotti continua: “Nonostante la situazione di povertà, nel 1952 il Comitato Manifestazioni Civiche volle dare vita al primo carnevale che si svolse il 24, 25 e 26 febbraio. Ma quel 1952 fu un anno nefasto: il 7 giugno ci fu un ciclone devastante che distrusse il campanile della chiesa di San Michele, provocando la morte del sagrestano Giuseppe Saettone, e morì anche un commerciante ambulante che era venuto a Trino, Tommaso Bentivoglio, che stava tornando verso Casale Monferrato, ma la sua auto, sulla statale 31 bis, venne scaraventata in un campo. Il parroco era don Secondo Tagliabue, che stava organizzando un congresso eucaristico, che poi portò a Trino 30.000 persone, e che si rivolse a Dio chiedendo come poteva organizzare questo congresso con tutto quello che stava accadendo. Il 20 agosto inoltre ci fu una fortissima grandinata che distrusse gran parte del raccolto del riso. Quell’anno arrivò a Trino don Dante Destefanis, che organizzò un concerto per raccogliere fondi per il restauro della chiesa di San Michele. Trino poi si riprese, come la sua situazione economica, e nel 1953 arrivò la Meccanica Agraria, la sezione della scuola media di Trino divenne autonoma, c’era ancora l’avviamento, che poi nel 1962 si unificò alla scuola media. Nel 1954 ci fu un primo contributo per realizzare il carnevale. Nel 1955 furono realizzati i primi impianti di gas metano nelle case: gli utenti erano 199. Nel 1958 Trino venne dichiarata “zona depressa” e arrivarono tante fabbriche”.

Ferrarotti conclude: “Dal 1952 al 1963 in questi numeri unici c’erano tante pubblicità dei commercianti trinesi e ho voluto darne risalto, così da offrire un altro spaccato sull’epoca”.

Infine è intervenuto Pietro Soldà, il più anziano Capitano Cecolo Broglia ancora in vita: “Ho vissuto momenti bellissimi col carnevale e ancora oggi voglio ringraziare l’allora presidente commendator Mezzano, grazie al quale si fecero belle cose a Trino. Sono certo che sfogliando questo volume mi scenderà una lacrima”.