La presentazione di Risò alla Bit di Milano

La seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, in programma a metà settembre, è stata presentata alla Bit di Milano.

Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, ha ribadito la dimensione internazionale e il valore sistemico dell’iniziativa.

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Natalia Bobba, Presidente dell’Ente Nazionale Risi, ha evidenziato il contesto di trasformazione dei mercati e la necessità di strumenti di tutela e valorizzazione: “Siamo in un momento in cui ci cambiano i mercati a una velocità incredibile. Per Ente Nazionale Risi è sicuramente una gioia aver partecipato alla prima edizione di Risò, e siamo ancor più contenti di essere presenti con la seconda edizione. Il riso è un alimento ed un cereale d’eccellenza sia a livello nazionale ma anche a livello piemontese perché la regione Piemonte è la prima regione produttrice di riso con circa 117.000 ettari, quindi una realtà veramente importante. Cosa faremo e cosa accadrà nell’edizione del 2026? Abbiamo in mente di realizzare una sala immersiva dove i visitatori potranno entrare con i loro piedi senza stivali, in una risaia. Poi rimangono gli oculus, come lo scorso anno e una parte didattica, per far comprendere che il riso viene lavorato attraverso un processo meccanico e non chimico”.

Davide Gilardino, Presidente della Provincia di Vercelli, ha sottolineato il valore identitario del legame tra acqua e riso, ricordando come il Canale Cavour, che nel 2026 celebrerà i 160 anni dall’apertura delle grandi paratoie, abbia trasformato il territorio nel più importante distretto risicolo europeo: “Non c’è niente di più forte del legame tra terra e prodotto. Noi siamo terre d’acqua: un territorio plasmato dall’ingegno dell’uomo e dall’apertura del Canale Cavour, che ha collegato Torino a Milano creando una vera autostrada dell’acqua. Risò nasce da qui: dalla nostra storia, dalle nostre risaie, dalle nostre grange. In questa seconda edizione ci sarà esposizione, degustazione, vendita, momenti di convegno, di approfondimento e di confronto su quelle che sono le problematiche, le prospettive, i punti di forza della risicoltura, tenendo presente che una tradizione antica”.

Il Festival vuole diventare anche un progetto di futuro, “capace di attrarre visitatori ogni fine settimana, – come spiegato da Gilardino – a scoprire le nostre grange, i nostri castelli, tutti uniti da quel filo comune che è il riso e l’acqua attraverso tour lungo i Borghi delle Vie d’Acqua e un racconto che unisce paesaggio, cultura produttiva e identità”.