Un cuore grande. E’ quello delle donne e degli uomini della leva 1946 che mercoledì mattina ha ufficializzato il dono di uno standing, un verticalizzatore, per la casa di riposo dell’Azienda pubblica di servizi alla persona Sant’Antonio Abate di Trino. Un dono voluto da questi uomini e donne che sanno dare il giusto peso e il giusto valore al denaro e al suo utilizzo.
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Al momento di ufficializzazione del dono erano presenti, per la leva 1946, il presidente Gian Carlo Ardizzone con Michelangelo Gasco e Antonina Moiso, che hanno anche ricordato il coscritto e amico Roberto Busto scomparso pochi giorni fa. C’erano anche il presidente dell’Apsp Francesco Di Natale e la direttrice Daniela Denaro, e la fisioterapista dottoressa Caterina Di Cesare che ha fornito una dimostrazione pratica del macchinario insieme a una ospite della casa di riposo. Lo standing, come ha spiegato la Di Cesare, “è utile a coadiuvare gli ospiti al momento di alzarsi in piedi, eliminando gran parte dello sforzo per se stessi e per gli operatori. Progettato per facilitare il passaggio dalla posizione seduta a quella eretta in totale sicurezza, l’ausilio permette ai pazienti con mobilità ridotta di ritrovare la stazione verticale, stimolando il recupero motorio e prevenendo le gravi complicanze legate all’immobilità prolungata, come le piaghe da decubito e le rigidità articolari”.
Gian Carlo Ardizzone ha spiegato: “Abbiamo deciso di lasciare un segno tangibile come leva perché avevamo da parte un discreto fondo e pertanto, anziché andare a divertirci, cosa che possiamo fare ugualmente, abbiamo scelto di renderci utili alla casa di riposo dell’Apsp “Sant’Antonio Abate” di Trino donandole la cifra necessaria all’acquisto di questo macchinario che aiuta gli ospiti ad alzarsi in piedi e che aiuta gli operatori a lavorare al meglio con queste persone. Un macchinario veramente bello e utile per la fisioterapia della casa di riposo della nostra città. Noi uomini e donne della leva 1946 siamo nati appena dopo la guerra, crescendo in un periodo difficile e durante il quale abbiamo imparato a dare il giusto valore al denaro, che deve essere ben utilizzato e investito. Così sentito il presidente Di Natale, abbiamo parlato con la dottoressa Di Cesare che ci ha spiegato cosa sarebbe potuto essere utile alla struttura. Ed ecco quindi che il verticalizzatore è il dono concreto e utile che abbiamo voluto fare alla “Sant’Antonio Abate” e del quale siamo davvero felici”.
Francesco Di Natale è intervenuto dicendo che “L’arrivo del dispositivo Standing segna un momento importante per la nostra struttura, per questo rivolgo un sentito ringraziamento al presidente Gian Carlo Ardizzone e a tutta la leva del 1946. Ricevere un ausilio così tecnologicamente avanzato non è solo un beneficio pratico, ma è la testimonianza di quanto il nostro territorio abbia a cuore il benessere dei propri anziani. Gesti come questo ci permettono di offrire standard assistenziali d’eccellenza e di umanizzare sempre di più il percorso di cura”.

Come detto, la leva 1946 ha ricordato anche Roberto Busto, coscritto il cui funerale verrà celebrato oggi, giovedì 16 aprile, alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Busto era titolare della Grangia di Montarucco di Trino e con la moglie Gianna e i figli Alessandro e Sergio ha condotto la Grangia per anni. Era socio ed attivista di Confagricoltura Vercelli-Biella.

