Furti al cimitero: “Rubare ai defunti è una bassezza vergognosa”

La vergogna di furti ed atti vandalici al cimitero di Trino. Sono avvenuti nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 aprile.

L’invito, affisso all’ingresso del cimitero, è di verificare se le tombe di famiglia hanno subito danni e in caso affermativo di sporgere denuncia ai carabinieri.

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La zona colpita: passando dall’ingresso principale del cimitero, si trova sulla sinistra, soprattutto nel vialetto sulla destra che inizia grosso modo nell’area dei colombari. Una raffica di sgradite visite alle tombe di famiglia, con asportazione di lampadari, vasi, piantane, con danni alle porte e alle serrature delle porte d’ingresso e, in alcuni casi, alle lapidi.

Il proprietario di una di quelle tombe colpite, incontrato ieri al cimitero, ci racconta cosa ha visto: “Una vergogna. Rubare è sempre un atto deplorevole, è da condannare quando si ruba ai vivi, in casa o nei propri beni mobili, ma è una bassezza infima quando si arriva a rubare ai morti, nelle tombe. A noi è stato rubato un oggetto di pregio che avevamo deciso di posizionare nella tomba per onorare i nostri defunti. Le tombe colpite saranno circa una quarantina, a occhio e croce, e sono stati divelti e rubati tantissimi lampadari in bronzo, vasi ornamentali, piantane decorative, in alcuni casi hanno cercato di staccare delle lapidi probabilmente per provare a togliere le lettere sulle stesse. Innumerevoli le porte danneggiate, per lo più nelle serrature, alcune invece sono state distrutte. Da alcune tombe sono state rubate le grondaie in rame. Nel caso delle lapidi staccate, non affermo che si tratti di profanazione, perché l’intento dei ladri non era certo quello, ma poco ci manca. Non può che uscirne lo sdegno verso queste persone che si abbassano a un livello vergognoso, arrivando a rubare ai defunti. Ci ha colpito molto, tutte le famiglie coinvolte, siamo stati colpiti sia a livello materiale nel furto di oggetti, per una cifra totale che credo sia ingente, ma soprattutto nei sentimenti, sapendo che è stato offeso il rispetto per i nostri cari defunti”.