Alessandro Demichelis: “Nessuna chiusura ideologica da parte nostra sul progetto del data center, ma chiediamo garanzie di chiarezza”

“Siamo favorevoli allo sviluppo, ma chiediamo garanzie chiare per Trino”. Ha un approccio positivo il gruppo consiliare di minoranza “Impegno per Trino e Robella” sul progetto del data center alla ex centrale “Galileo Ferraris” di Leri Cavour e lo esprime tramite il suo capo gruppo Alessandro Demichelis.

“L’annuncio del via libera del Consiglio dei Ministri al progetto “Cavour Hyperscale Campus”nell’area dell’ex centrale elettrica rappresenta un passaggio di indubbia rilevanza per il nostro territorio. Di fronte a un investimento stimato in circa 4 miliardi di euro e alla riqualificazione di un’area industriale dismessa senza consumo di nuovo suolo agricolo, il nostro atteggiamento non è e non sarà mai di chiusura ideologica. Riteniamo che il compito di chi rappresenta le istituzioni e la cittadinanza sia analizzare i dati con lucidità e tutelare l’interesse pubblico. Un grande investimento ha valore per Trino solo se porta con sé uno sviluppo economico, sociale e ambientale reale e bilanciato. Alla luce della complessità dell’opera, della nomina di un commissario straordinario e dell’avvio dell’iter autorizzativo, riteniamo fondamentale mettere al centro del dibattito cinque punti fermi”.

“Trasparenza e centralità del Consiglio Comunale: la procedura commissariale e l’Autorizzazione Unica non devono esautorare il ruolo del Consiglio Comunale né i percorsi partecipativi. Chiediamo che la Giunta riferisca costantemente in aula e alla cittadinanza sullo stato d’avanzamento del progetto”.

“Chiarezza sul soddisfacimento del fabbisogno energetico: di fronte a consumi imponenti (300-400 MW), chiediamo che venga fatta immediata chiarezza sulle fonti che garantiranno l’approvvigionamento elettrico dell’infrastruttura. Questo è indispensabile sia per valutare la stabilità della rete, sia per evitare che la mancanza di informazioni alimenti speculazioni o discussioni su ipotetici e futuri insediamenti produttivi energetici”.

“Occupazione reale e formazione per i nostri giovani: è necessario distinguere la fase temporanea di cantiere dalle ricadute occupazionali stabili a regime (stimate da benchmark di settore in circa 100-200 addetti diretti). Chiediamo la sottoscrizione di precisi protocolli d’intesa con enti di formazione, scuole e università locali per garantire che i posti di lavoro ad alta specializzazione siano accessibili ai giovani del nostro territorio”.

“Tutela ambientale, idrica e acustica: chiediamo garanzie scritte e vincolanti sull’impiego di tecnologie di raffreddamento a circuito chiuso senza prelievi d’acqua da falda per i sistemi evaporativi, l’installazione di barriere fonoassorbenti a tutela della fauna locale e degli insediamenti più prossimi al sito, e un piano per l’eventuale recupero del calore di scarto a beneficio della comunità”.

“Compensazioni adeguate e vincolate a Trino: non possiamo accettare i limiti al ribasso ipotizzati nella bozza di legge regionale sulle compensazioni ambientali (ferme all’1,5% e limitate solo al settore energetico). Serve un tavolo di contrattazione dedicato che permetta di destinare risorse certe a Trino per il miglioramento della viabilità, delle infrastrutture e dei servizi urbani a favore dei cittadini”.

Accogliere l’innovazione tecnologica significa saperla governare, non subirla. Saremo vigili e propositivi in ogni fase del percorso per fare in modo che Trino non sia semplicemente una presa elettrica al servizio di grandi colossi, ma una comunità che cresce nel rispetto dell’ambiente e del lavoro”.