Esperienze vissute sui terreni di gioco, riflessioni di spogliatoio, insegnare ma anche ricevere insegnamenti. Questi sono alcuni dei concetti che il trinese Luca Brescianini, che da diversi anni vive in Francia, ha inserito nel suo libro, intitolato “Au-delà de l’arrêt”, fresco di stampa. Oggi, sabato 19 settembre, Brescianini lo presenterà e sarà a disposizione dalle 10 alle 17 per le dediche a l’”E. Leclerc Cultural Space” a Montmorillon, vicino a dove vive, La Trimouille, mentre alle 18 sarà allo stadio “Jean Ranger”, sempre dello stesso paese, prima della partita di campionato Regional 3 fra il Montmorillon e il Gueret, per presentare il libro.

Chi è Luca Brescianini: trinese, nato il 25 maggio del 1972, vive in un piccolo paese vicino a Montmorillon, non lontano da Chauvigny, città gemellata con Trino, è un preparatore dei portieri patentato dalla Fédération Française de Football.
Brescianini in Francia per amore di quella che ora è sua moglie, Alexandra Glain: “Lei è di Chauvingy, l’ho conosciuta nel 1988 grazie agli scambi scolastici del gemellaggio, quando lei venne a Trino con la sua scuola. Poi ci scrivemmo delle lettere e in seguito ognuno si è fatto la propria vita. Nel 2014 ci fu un incontro di Gemellaggio a Trino e l’ex sindaco Marco Felisati mi chiamò per andare in biblioteca dove c’era un’amica in comune tra me e Alexandra. Ci ha rimessi in contatto, ci siamo ritrovati dopo tanti anni e ci siamo sposati esattamente trent’anni dopo il nostro primo incontro”.

Il libro “Au-delà de l’arrêt” com’è nato?
“Da diverso tempo scrivo per conto mio, appunti di vita vissuta, poi un giorno mi sono accorto di avere un bel faldone di scritti e ho contattato quattro editori per capire se si poteva pensare a realizzare un libro sulla mia esperienza di preparatore dei portieri, ma non dal punto di vista tecnico, bensì umano. Alla fine ho trovato supporto in una casa editrice per autopubblicazioni, sono stato seguito da una tutor e dopo un anno e mezzo di lavoro me è nato questo libro”.

Di cosa parla il libro?
“Della mia carriera da preparatore dei portieri e della mia esperienza di calcio giocato, citando i nomi, senza inserire i cognomi, delle persone che hanno fatto che fanno parte della mia vita sportiva. Parlo quindi di persone che hanno lasciato un segno nel mio percorso. Non si tratta quindi di un libro tecnico, ma è fatto invece di riflessioni dal punto di vista umano, perché nel corso degli anni ho imparato che quando alleni un portiere, prima di tutto dietro c’è una persona con tutti i suoi problemi e stati d’animo, quindi non solo un ruolo calcistico. Alleno i giovani e per lavoro seguo ragazzi autistici in un istituto medico-educativo, quindi ho sviluppato una certa sensibilità. In trent’anni ho allenato portieri di ogni età e la mia missione è sempre stata quella di fargli al meglio il loro lavoro di portiere. Col tempo, come dicevo, ho capito che questo va oltre la parata, ognuno ha una storia, problemi, che ha dentro di sé anche quando va su un terreno di gioco. In sostanza nel mio libro ho inserito esperienze di vita vissuta, riflessioni dentro allo spogliatoio, perché prima di allenarsi si parla anche dei problemi di vita, e infine posso affermare che ho insegnati ai portieri che ho seguito, ma che ho anche ricevuto tanto da loro. Questo libro è nato per la voglia di scrivere del lato umano dei portieri e mi piacerebbe che arrivasse nelle mani di chi ne ha bisogno, per riflettere”.

Il libro è scritto in francese, ma ci sarà una versione italiana?
“Sì, ci stiamo lavorando, sono in corso le operazioni di traduzione da parte della casa editrice e presto sarà disponibile il libro intitolato “Oltre la parata”. Non è lungo, ha 94 pagine, quindi di rapida lettura”.
Dopo tutti questi anni, cambierebbe qualcosa della sua vita sportiva?
“Se potessi tornare indietro, inizierei ad allenare prima e ai portieri darei subito spazio prima alla persona che c’è dietro il ruolo di portiere. L’ho imparato strada facendo”.

Attualmente a livello sportivo cosa sta facendo?
“Dopo tanti anni al Montmorrilon, ci sono stato da fine 2020 alla scorsa stagione, ora alleno i giovani del Chauvigny, che milita nell’equivalente della Serie D italiana, anche se ho più un ruolo da supervisore e gestore dell’allenamento. Inoltre vado in giro a visionare portieri in tutta la provincia”.

Ci ricorda chi è il Luca Brescianini sportivo?
“Sono cresciuto nelle giovanili della Polisportiva Trinese ai salesiani, con Vincenzo Primizio allenatore, e finita la trafila ho mollato per circa tre anni prima di riprendere a giocare negli amatori col Tridinum. In seguito ho giocato nella Moranese, poi di nuovo gli amatori a Trino, la Pro Palazzolo fino al 2007 quando ho smesso del tutto. Ho sempre giocato in porta, sono tifoso del Torino, e i miei idoli furono i suoi mitici portieri Luciano Castellini e Giuliano Terraneo. E sono tornato a Trino proprio come allenatore dei portieri degli Allievi, mettendo a disposizione l’esperienza acquisita giocando al fianco di portieri come Davide De Gaspari e Piero Gallo che mi hanno insegnato molto. L’incarico mi fu proposto da Fabrizio Guaschino e affidato da Antonio Corona. Mi iscrissi all’associazione dei portieri per i passi successivi di patentino. Ho allenato a Trino fino al 2015 quando mi sono trasferito in Francia a Magnac-Laval, poi ci siamo trasferiti vicino a Chauvigny e dopo qualche tempo mi sono avvicinato alla squadra di calcio del paese e ho iniziato ad allenare i portieri del Journet, in quella che è la nostra Seconda Categoria. Poi, andando a vedere giocare il Montmorillon, tramite alcuni giocatori del Journet venni chiamato dal presidente di quella squadra che stava cercando un preparatore dei portieri e sono passato al Montmorillon. Il patentino italiano non era valido in Francia e così ho iniziato a frequentare la scuola per portieri a Poitiers dove per entrarci feci un provino con un tecnico di Bordeaux che mi chiese come avrei allenato i piccoli e i grandi. Lo superai, feci la scuola ed ottenni il primo brevetto nel 2019 e il secondo nel 2021”.


