Sono trenta gli anni di attività della protezione civile a Trino, col nucleo che fa parte della Pubblica Assistenza Trinese. I trent’anni sono stati celebrati domenica scorsa ricordando dodici figure che hanno dato vita nel 1996 alla protezione civile trinese.
Sono Alessandro Brusasca, Giuseppe Carelli, Stefano Cavallone, Giorgio Costamagna, Gianbattista Cottali, Luigi Giassi, Adriano Giolito, Carlo Montagnini, Massimo Negri, Giandomenico Rossi, Franco Tricerri e Gabriele Zaldera.

La mattinata si è aperta con i saluti del parroco don Claude Tossou e del presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino.
Marco De Maria, vice presidente della Pat, ha ricordato come si è arrivata a costituire la protezione civile a Trino: “La notte tra il 5 e 6 novembre 1994 il Po ha rotto gli argini e invaso l’abitato di Trino, ma all’epoca non esisteva ancora la protezione civile in città e ci si adattò grazie all’impegno di persone volontarie e coi propri mezzi. Il 17 luglio 1996 alla Pat venne deciso di creare questo nucleo di protezione civile e abbiamo scelto dodici angeli che diedero vita a questa realtà che oggi compie trent’anni”.


L’attuale coordinatore Paolo Rosso ha aggiunto: “Marco De Maria ha ricostruito molto bene un nostro pezzo di storia ed è grazie a lui e a tutti i volontari, di protezione civile e settore sanitario, della Pat, se riusciamo a fare tante cose per la popolazione”.

Ci sono in seguito state alcune testimonianze di chi ha creato la protezione civile, tra queste c’è quella di Stefano Cavallone che ha ricordato come “tutto è nato grazie alla volontà di Massimo Negri e Giorgio Costamagna. All’inizio ci siamo buttati in questa avventura, poi poco per volta siamo riusciti ad avere i mezzi, ma soprattutto ci abbiamo sempre messo tutti cuore, impegno, anima. Il primo intervento fu a Omegna nel 1996 per una frana alluvionale, ma il primo vero test fu quello in Umbria. Ci siamo buttti in questa avventura al buio, è andata bene e quello che vedo oggi della protezione civile trinese è bellissimo”.
Daniela Costamagna, figlia dell’allora presidente della Pat Giorgio Costamagna, ha aggiunto: “Mi ricordo che in quegli anni c’era lo spirito di decidere di fare una cosa e di farla davvero. Ho nostalgia di quello spirito che vorrei rivivere anche solo per un giorno della mia vita. Mi ricordo papà che arrivò a casa a disse, abbiamo fatto la protezione civile. E ci tengo a sottolineare che per me Pat, Fidas e Aido saranno sempre una sola famiglia”.

Dopo gli interventi del sindaco Daniele Pane, dei consiglieri regionali Simona Paonessa e Carlo Riva Vercellotti, del maresciallo dei carabinieri di Trino Luca Maricchiolo, della comandante della polizia locale Simona Cipri, del capodistaccamento dei vigili del fuoco volontari Roberto Boscolo, di Dario Colangelo per la protezione civile di Vercelli, insieme a Marco Ferraris, e del presidente della Pat Alessandro Mazzocco, sono stati premiati i volontari Pat da almeno 25 anni: Davide Bonetti, Mariangela Elia, Paolo Rosso, Giuseppe Cavarretta, Silvana Gambuzza, Marco Pasquino, Giovanni Tricerri e Alessandro Brusasca.

