“Il punto non è la misura del compenso, ma la scelta di principio. Se il Comune di Trino decide di investire 58.000 euro per la comunicazione, queste risorse devono essere destinate a un servizio d’informazione neutrale, istituzionale e plurale, al servizio di tutta la città e di tutto il Consiglio comunale, e non certo per la comunicazione fiduciaria della maggioranza”. Alessandro Demichelis capogruppo di “Impegno per Trino e Robella”, a nome dei componenti del gruppo torna sull’argomento del portavoce del sindaco e della giunta, affrontato con una interrogazione proposta dal gruppo di minoranza in Consiglio comunale.
“Il nostro gruppo continuerà a monitorare con attenzione i prossimi passaggi dell’Amministrazione e la futura destinazione dei fondi pubblici sulla comunicazione. Prendiamo atto delle risposte fornite dal sindaco Daniele Pane, ma confermiamo le nostre perplessità sull’opportunità politica e amministrativa della strada intrapresa dall’esecutivo. La vicenda trae origine dalle risorse stanziate in bilancio sul capitolo “Rassegna Stampa”, pari a 58.000 euro. Nei mesi scorsi si era parlato dell’idea di dotare il Comune di un servizio di informazione utile per tutto il Consiglio comunale, proposta verso la quale non avevamo opposto alcuna contrarietà. La sorpresa è arrivata con la delibera di giunta 130 con cui quelle risorse sono state destinate alla selezione di un portavoce del sindaco e della giunta. Nel corso della seduta, il sindaco ha difeso la scelta di ricorrere a un incarico fiduciario ex art. 7 L. 150/2000 per comunicare dossier complessi. Una linea che però non chiarisce il nodo sollevato da noi”.
“Riconosciamo l’utilità di una corretta informazione istituzionale, ma c’è una differenza fondamentale tra un addetto stampa e un portavoce, perché quest’ultimo è un incarico fiduciario e di parte, che serve a curare l’immagine del sindaco e della giunta. L’addetto stampa, invece, per legge deve essere iscritto all’albo dei giornalisti e lavora per l’intero ente, garantendo un’informazione neutrale per tutto il Consiglio comunale, minoranza compresa. Ci è sembrato evidente che si stesse andando in una direzione del tutto diversa da quella annunciata. Dalla risposta fornita in aula è peraltro emerso un quadro di forte incertezza sull’esito del bando: su cinque partecipanti, quattro sono risultati non idonei o incompatibili, mentre l’unica candidatura residua non ha portato ad alcun perfezionamento dell’incarico. Al contempo, l’Amministrazione ha confermato di aver avviato la richiesta di preventivi a società esterne per una rassegna stampa digitale”.

