La sezione trinese del Partito Democratico va all’attacco dell’Amministrazione comunale sulla sicurezza idrogeologica.
<<L’11 ottobre 2024 scrivevamo quanto segue: il canale scolmatore è un’opera indispensabile per la salvaguardia di Trino. La sua realizzazione consentirà di alleggerire il carico di acqua di rogge e canali secondari, in occasione di abbondanti precipitazioni, le cui acque saranno convogliate nel fiume Po, dopo Pobietto, salvaguardando così il centro abitato da alluvioni. Il primo lotto dell’opera idraulica, iniziata il 7 Febbraio 2017, è stato concluso grazie all’impegno della giunta Portinaro. Il secondo lotto, finanziato dalla Regione Piemonte, deve essere realizzato dall’Associazione di Irrigazione Ovest Sesia con la quale la Giunta del Comune di Trino ha approvato il 10 giugno 2021 la convenzione al fine di agevolarne la rapida realizzazione. A tutt’oggi nulla è stato fatto. Trino ha subito tre gravi alluvioni: nel 1968, 1994 e 2000 ed oggi assistiamo a disastrose precipitazioni che causano allagamenti in varie parti dell’Italia a causa del mutamento del clima. Cosa aspetta l’Amministrazione Comunale a pretendere l’esecuzione di tale opera? Aspettiamo che avvenga la quarta alluvione?>>.
E prosegue: <<Detto fatto. Il 18 aprile 2025 il rione Cappelletta è andato sott’acqua a seguito delle forti precipitazioni e dell’esondazione del Canale Poetto. Poteva andare peggio. Per fortuna che abbiamo un Sindaco che ha aperto, a mano, la chiavica del Poetto: ci ha messo ben 2 ore e 15 minuti lottando contro la pressione dell’acqua. Per non parlare del consigliere Beppe Danna, delegato alla sicurezza idrogeologica che opera con il gruppo POkeNOn? Il risultato è che dal 2021 nulla è stato fatto se non roboanti comunicati e patetiche giustificazioni alla stampa. In questo i nostri attuali amministratori sono veramente dei campioni. Sono stati stanziati dalla giunta comunale ben 57.650 euro per coprire le maggiori spese tecniche del progetto, ma non dimentichiamo che ha dirottato, su un progetto della provincia, per il recupero del fabbricato di Leri, ben 2,5 milioni di euro derivanti dalla convenzione del comune di Trino con Enel per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico a Leri. Non era forse meglio destinare questi soldi al progetto dello scolmatore? Sono proprio sicuri i cittadini trinesi di affidare le sorti della città a queste persone?>>.


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