Avviata da Antonio Botta nel 1884, la Botta Tuttocasa vanta 141 anni di storia e gestione tutta famigliare che ha saputo innovarsi nel corso dei decenni. Si tratta di una delle attività più longeve di tutta la zona.
A parlare degli albori è Lorenzo Botta: <<Il mio bisnonno Antonio (classe 1859) era arrivato a Trino dalla val d’Ossola e qui iniziò facendo lo stagnino, realizzava valvole e pompe per i pozzi. In seguito decise di realizzare i cucchiai, abbiamo ancora lo stampo con cui li realizzava. Il primo negozio si trovava in corso Cavour, sul lato verso piazza Garibaldi, poi si spostò qui sotto i portici, in corso Italia 100. L’attività fu proseguita da mio nonno Ermenegildo (classe 1888), poi da mio papà Valentino (classe 1920) a cui abbiamo fatto seguito mio fratello Mario (classe 1951) e il sottoscritto (classe 1961). Ora con me c’è mio figlio Matteo (classe 1993)>>.

Matteo Botta, Mario Botta, lo chef Claudio Menconi e Lorenzo Botta
L’evoluzione dell’attività: <<Dopo Antonio, mio nonno Ermenegildo puntò più sull’utensileria domestica, ma il vero vulcano di idee e di innovazioni fu nostro papà Valentino. Nel dopo seconda guerra mondiale papà faceva arrivare in treno vagoni di merce, tra cui un vagone carico di bicchieri, dei quali ne conserviamo ancora una parte imballata. Valentino Botta era dotato di grande inventiva. Fondò la Vamei dove vendeva materiale idraulico, cosa che mancava nella nostra città all’epoca, attività che cedette in seguito. Aveva anche un magazzino in via Torino, dove si trova ora l’Ibg, che era stracolmo di articoli da vendere. Inoltre, dove si trova ora l’In’s e il resto delle attività di quella struttura, fondò la Arte dove si realizzavano termosifoni in alluminio con la linea completa: dalla fonderia, nella quale si lavoravano i lingotti in arrivo, agli stampi, fino alla verniciatura. Questo avvenne verso fine anni ‘60, la Arte, con la crisi economica italiana, chiuse poi tra il 1977 e il ‘78>>.

Una parte del carico di bicchieri ancora oggi in magazzino
Cosa significano i nomi Vamei e Arte: <<Arte sta per Articoli Termici, mentre Vamei è preso dal dialetto e significa va meglio>>.

La pubblicità della Vamei
Valentino Botta fu anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro della Repubblica: <<Avvenne nel 1967 e fu una grande soddisfazione per tutta la famiglia>> -racconta Mario.

Valentino Botta con la moglie Maria
Ed è lui a parlare di un’innovazione portata da Valentino a Trino: <<Nostro papà fu l’ideatore della realizzazione dell’illuminazione votiva al cimitero di Trino, a fine anni ‘60. Fece arrivare un escavatore che realizzò tutti i solchi per la posa dei cavi e venne realizzato il trasformatore. Ancora oggi è presente la cabina. Con l’ampliamento del cimitero, noi figli abbiamo poi realizzato l’illuminazione votiva anche in questa parte. Tutti questi lavori furono realizzati dalla ditta Botta, in cambio avevamo la concessione per la riscossione della quota da chi usufruiva dell’illuminazione votiva. Fummo poi privati della concessione dall’amministrazione di tanti anni fa senza un apparente motivo>>.

Il negozio
Ma non solo quell’innovazione: <<Fummo tra i primi in Italia ad avere un box omologato, era in piazza Garibaldi, per le bombole Gpl -spiega Mario-. Anche in questo caso la stessa amministrazione ci tolse quello spazio>>.
Valentino era impegnato anche per lo sport: <<Un grande successo lo ebbero i tornei notturni ai salesiani -ricorda Mario-. Papà era amico del proprietario della Ignis che così sponsorizzò quei tornei, ai quali partecipavamo anche giocatori di Serie A. Fu un successo enorme. Come ditta abbiamo sponsorizzato spesso il calcio e anche il ciclismo, sempre con una grande attenzione per lo sport>>.
Lorenzo racconta invece un episodio avvenuto durante la seconda guerra mondiale: <<Venne bombardato il nostro edificio, ma fortuna volle che la bomba non scoppiò, attutita dalla paglia che si trovava nel sottotetto. Mio papà portò poi via a spalla la bomba. Un’altra bomba colpì il retro, dove abbiamo il magazzino, era più piccola, ma rimane ancora il ricordo su una cassaforte che porta i segni delle scaglie dell’esplosione>>.

I segni della bomba sulla cassaforte
Il passaggio di consegne: <<Papà Valentino restò in attività fino al 1983, lasciando la ditta a mio fratello Mario e al sottoscritto>>.
Mario Botta è altro attivissimo membro della famiglia: <<Mio fratello è stato fondatore, il 12 ottobre 1987, dell’Associazione operatori commerciali trinesi, l’Aoct, insieme a Maria Enedina Brotto, Piero Aducco, Franca Vercellotti, Paolo Ferrarotti, Maria Teresa Guenno, Maria Teresa Crosio, Silvana Ramezzana, Pietro Ardizzone. Il primo presidente dell’Aoct fu proprio mio fratello Mario, che fu molto attivo per anni nelle proposte per promuovere il commercio trinese. Mario è andato in pensione nel 2018 e da allora Botta Tuttocasa è guidata da me e mio figlio Matteo>>.
Lorenzo aggiunge: <<Intorno al 2000 avevamo quattro negozi. Questo storico, uno qui di fianco dove per qualche anno abbiamo venduto tessuti per arredamenti, uno a Casale Monferrato e l’altro a Vercelli>>.
Un’altra idea della famiglia Botta: <<Mario ideò di creare la filodiffusione cittadina, poi progettata e realizzata dal sottoscritto. Venne fatta come Aoct e donata al Comune di Trino e da oltre vent’anni è ancora attiva>>.
L’ultimo cambiamento di rilievo: <<L’ho voluta introdurre 15 anni fa con la vendita dei nostri articoli on-line, su più piattaforme. Ci siamo modernizzati per stare al passo coi tempi>>.

Matteo Botta, Maria Grazia Viale, Stefania Balocco e Lorenzo Botta
Le generazione più recente è rappresentata da Matteo Botta: <<Mi sono chiesto cosa volesse dire quel 1884 che spesso appare vicino al nostro logo, cosa significasse compiere 140 anni e proseguire un lavoro che si è evoluto attraverso cinque generazioni. Nel 1884 non c’erano le auto, o meglio stavano nascendo e la loro reale diffusione avvenne poi 40-50 anni dopo, quando noi eravamo già alla seconda generazione. Nel 1884 non si era ancora sentito parlare di guerre mondiali e il nostro negozio ne porta qualche segno. Ma la cosa che più mi ha aiutato a comprendere quanto siamo “anziani” è stata la Coca Cola, nata nel 1886, due anni dopo la nostra fondazione. I miei avi in un certo senso si occupavano già di casalinghi. Tra i cimeli nascosti nel nostro magazzino custodiamo tutt’oggi lo stampo originale dal quale il nostro fondatore Antonio Botta ricavava dei cucchiai in metallo>>.

Lo stampa utilizzato da Antonio Botta per realizzare i cucchiai
Matteo aggiunge: <<Non ho conosciuto mio nonno Valentino, ma so che in tanti lo ricordano e stimano ancora oggi. Pare fosse inarrestabile, una sorta di calderone di idee ed energia che ogni giorno se ne inventava una nuova. Sono sicuro che saremmo andati d’accordo. Dopo di lui mio zio Mario e mio papà Lorenzo lanciarono ancora una volta nel futuro il nostro punto vendita arrivando con le loro creazioni in molte regioni del Nord Italia. Infine ci sono io, la quinta generazione dei Botta: per circa dieci anni mi sono occupato dello sviluppo delle vendite online arrivando a spedire i nostri articoli in Paesi di cui francamente ignoravo l’esistenza, ora invece sono molto più a contatto con i clienti, supportato quotidianamente dalla mia famiglia, di cui fa parte ormai anche Beppe che lavora con noi da oltre 20 anni>>.

Matteo Botta riceve gli attestati per i 140 anni della ditta


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