<<In fondo a via Gramsci stanno costruendo una piattaforma per innalzare un’antenna della fibra alta 30 metri. Perché non ci è stato detto niente?>>. Così è nata la diatriba legata alla costruzione della nuova stazione radio base per la rete di telefonia mobile di Iliad. Per la precisione, sorgerà in via Podgora, in fondo a via Gramsci.
Iliad Italia aveva presentato l’istanza di autorizzazione allo Sportello unico attività produttive del Comune di Trino il 3 aprile, la documentazione è stata vagliata e il 21 maggio Arpa ha dato parere favorevole. Infine il 13 giugno è stato rilasciato il provvedimento autorizzativo unico.
I residenti della zona, sui social, hanno anche sottolineato: <<Avevamo lottato per farci togliere i fili dell’alta tensione sopra i tetti e ora ci troviamo di fianco una torre di trenta metri? Non contestiamo l’installazione dell’antenna, ma la vicinanza alle case, visto che il terreno è lungo almeno 200 metri, si sarebbe potuto costruire la stazione radio base molto più in là>>.
Cittadini che fanno notare che il Comune di Trino doveva informare i residenti: il regolamento comunale in materia prevede che “il Comune può promuovere incontri informativi riguardanti i programmi localizzativi dei gestori”.
Sui social il sindaco Daniele Pane ha risposto ai residenti: <<Il Regolamento comunale sugli Impianti Radioelettrici è stato approvato nel 2017 dalla precedente amministrazione. È sempre utile partire dai documenti, ma è altrettanto importante leggerli alla luce della normativa nazionale vigente. Su informazione e pubblicazione è tutto regolare, come previsto dalla legge, l’istanza di Iliad è stata regolarmente pubblicata all’albo pretorio nella sezione Suap in data 15 maggio 2025. Gli incontri con i cittadini sono una facoltà, non un obbligo: il Regolamento comunale dice chiaramente che “Il Comune può promuovere incontri”, ma non deve. La trasparenza è stata garantita tramite pubblicazione ufficiale, come prevede la legge. Nessuna omissione, nessuna forzatura. Il Comune non può opporsi all’installazione: secondo la Legge 36/2001, il DL Semplificazioni 76/2020, e più recentemente il Piano Italia 5G, le infrastrutture per la rete mobile sono opere strategiche di interesse pubblico nazionale>>.
Pane aggiunge: <<Dal giugno 2024, con l’emendamento al Decreto Coesione, nelle aree a fallimento di mercato, come molte aree extraurbane, lo Stato può superare regolamenti comunali, vincoli locali e ostruzionismi per garantire a tutti i cittadini la connettività digitale. In parole povere: il diritto alla rete non si può fermare a colpi di post. Per chi vuole approfondire, gli atti sono pubblici e disponibili presso l’ufficio Suap>>.
Queste le due posizioni. Sul fatto che il Comune non potesse opporsi, lo specifica con i riferimenti normativi il sindaco. Forse, come afferma il gruppo consiliare di minoranza Impegno per Trino e Robella (articolo a parte), avrebbe potuto provare a dialogare con il proponente, Iliad, per un diverso posizionamento della stazione radio base. Magari non sarebbe servito a cambiare le cose.
Infine, l’informazione ai residenti: è vero che l’istanza di Iliad è stata pubblicata all’albo pretorio, molto poco visitato, in genere, dalla cittadinanza. E’ altrettanto vero che non è un dovere, ma una possibilità, per il Comune di promuovere incontri informativi. Forse però una lettera ai residenti poteva essere inviata da parte del Comune di Trino per avvisare della pratica e dell’intenzione di Iliad di realizzare la propria stazione radio base.


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