Un’esperienza ricca di emozioni quella vissuta a Roma, a Tor Vergata, dai quindici trinesi al Giubileo dei giovani. Erano partiti la scorsa settimana con il gruppo dell’arcidiocesi di Vercelli. Altri sono arrivati autonomamente raggiungendo poi il resto del gruppo per partecipare insieme all’importante appuntamento religioso.
E’ uno dei giovani trinesi, Sebastiano, da tutti conosciuto come Basti, a raccontare l’esperienza vissuta a Roma: <<Ci sono delle esperienze che devono essere vissute per poter veramente comprenderne il significato e il Giubileo dei giovani è sicuramente una di quelle. In quella settimana sembrava di vivere in un mondo parallelo: ballare e cantare per strada, fare amicizia con gli sconosciuti, dormire per terra, salutare gli stranieri come se fossero degli amici che non vediamo da tempo, e molto altro. Roma per sette giorni è diventata la città della speranza. Porterò sempre con me tutte le emozioni che ho provato, il tutto impreziosito dalla presenza delle persone a me care, ovvero i miei amici e la mia mamma. Il momento centrale di questo Giubileo è stata la veglia a Tor Vergata: più di un milione di persone di oltre 150 nazioni diverse, riunite lì, per quasi 30 ore sotto il sole, e la pioggia di notte, senza lavarsi, con il rischio di farsi la pipì addosso se non ti mettevi per tempo in fila per i bagni. Tutto questo per vedere Papa Leone XIV e ascoltare le sue parole di speranza rivolte a noi giovani. Sta di fatto che tra sabato e domenica a Tor Vergata c’erano più di un milione di supereroi travestiti da ragazzi. Forse dovremmo chiamarla Thor Vergata, per fare una battuta. Grazie a tutti>>.

Il gruppo dell’arcidiocesi di Vercelli con l’arcivescovo monsignor Marco Arnolfo


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