La Partecipanza dei Boschi di Trino ha celebrato i suoi primi 750 anni di vita. Nata nel 1275, resiste nel tempo con le ferree regole di gestione e attraverso tanti cambiamenti nella storia. Se n’è parlato in un lungo convegno alla cascina Guglielmina, convegno che avrà un seguito su “La Partecipanza del futuro: prospettive ambientali, istituzionali e amministrative”, tema che non è stato discusso in coda al convegno per i limiti orari.
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Dopo i saluti del presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, il primo conservatore Ivano Ferrarotti ha illustrato alcuni dati sulla Partecipanza: “Celebriamo il 28 ottobre 1275 grazie a un documento che attesta quella data come la più probabile della concessione del marchese del Monferrato Guglielmo il Grande del Bosco ai trinesi. Allo stato attuale abbiamo 756 soci partecipanti di cui 510 maschi e 246 femmine, mentre dei soci sono residenti a Trino 326 persone di cui 203 maschi e 123 femmine. I foresi, ovvero i soci che risiedono fuori Trino, sono 430, di cui 307 maschi e 123 femmine. All’estero sono 8 di cui due in Francia, due negli Stati Uniti d’America, uno ciascuno in Inghilterra, Grecia, Germania e Ucraina. Mentre 135 vivono in Piemonte, 33 in Lombardia, 27 in Liguria, e così via. Il cognome predominante è quello dei Ferrraotti, 126, poi 48 Tavano, 35 Olivero, 31 Irico, 28 Borla e Montarolo, e via a seguire gli altri”.

Il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino
Il sindaco Daniele Pane è intervenuto dicendo che “la Partecipanza porta benissimo i suoi 750 anni. Nel corso della sua storia c’è stata qualche difficoltà, qualche modifica controversa, problemi sui cognomi delle famiglie. Essere socio è esemplificativo della trinesità: è un passaggio ereditario bello e romantico anche se nel dispiacere della perdita di un famigliare, ma diventare socio partecipante ti fa sentire un vero trinese. La Partecipanza è un unicum di proprietà indivisa e indivisibile. Una tradizione nata 750 anni e la Partecipanza era già ambientalista perché chi la guida si chiama primo conservatore, che ha il compito di preservare il territorio e di valorizzarlo. La sfida dei giorni nostri è attirare i turisti e i giovani, per non perdere questa tradizione importante”.

Il sindaco di Trino Daniele Pane
Enrico Gallo, dirigente della Regione Piemonte, ha aggiunto: “La Partecipanza dei Boschi per la Regione è il modello per tanti progetti forestali che continuiamo a sostenere. Il Bosco di Trino è una ricchezza genetica con varie specie importanti, perciò si fanno corsi su come raccogliere e conservare i semi. Il vostro è un bene collettivo che è un esempio di successo di gestione collettiva. C’è anche l’esperimento visionario della Partecipanza che è la prima realtà in Piemonte ad investire sui crediti di carbonio. Il 19 novembre, nei giorni della festa dell’albero, al Museo delle Scienze Naturali di Torino ci sarà una serata dedicata ai 750 anni della Partecipanza”.

Il dirigente della Regione Piemonte Enrico Gallo
Alessio Abbinante, presidente dell’Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese, ha continuato: “Su questo territorio siete molto fortunati ad avere una realtà del genere. Qui al Bosco della Partecipanza è possibile vedere cos’era il nostro territorio di una volta. Come detto anche dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, in Piemonte bisogna sì lavorare ma anche saper raccontare le meraviglie che abbiamo sul territorio e promuoverle, prendendo esempio da cosa fanno i francesi”.

Il presidente dell’Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese Alessio Abbinante
Monsignor Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli, ha aggiunto: “Sono sempre affascinato quando arrivo in mezzo alla natura. E’ bella ed importante questa attenzione nel custodire e coltivare in fraternità queste belle risorse, rispettando la natura e vivendo in comunione. Parlando col vostro nuovo parroco don Claude Tossou, mi chiedeva se avrebbe dovuto dare una benedizione, ma gli ho risposto, e lo dico anche a voi, che la natura non ha bisogno di essere benedetta perché è un dono di Dio e così è già benedetta anche la Partecipanza dei Boschi”.

L’arcivescovo di Vercelli monsignor Marco Arnolfo

