I dati storici sulle prese del Bosco, i confronti tra gli inventari. Guido Blanchard, durante il convegno per i 750 anni della Partecipanza dei Boschi, ha parlato della gestione forestale del Bosco: “Dalla carta storica si vede come le prese del Bosco un tempo erano dieci, con un taglio ceduo di dieci anni, con la divisione in senarie le cui tracce derivano dal medioevo e sono le tampe, le buche, ancora visibili oggi”.

Le dieci prese della carta storica del Bosco della Partecipanza
“Nel 2006 sono state raddoppiate le prese, dividendo le dieci originali in due parti ognuna, mentre dal 2023 le prese sono state divise anche in tre parti”.

La carta forestale del 2006

Il 2023: la pianificazione forestale integrata

La realtà odierna del Bosco
In 30 anni di gestione più scientifica del Bosco, la fertilità del terreno è aumentata del 20 per cento e la biomassa è raddoppiata. Ora il nuovo piano di assestamento forestale è in fase di approvazione. Nel frattempo i soci partecipanti attivi sono sempre di meno e si è passati dalle centinaia di iscritti di anni fa a meno di trenta negli ultimi anni”.
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Blanchard ha proposto un confronto fra inventari sulla massa legnosa: “Nel 1989 avevamo 79 metri cubi di massa legnosa ad ettaro, di cui il 67 per cento di querce, il 14 per cento di robinia, il 9 per cento di carpino, il 10 per cento di altre specie. Nel 2004 avevamo 117 metri cubi di massa legnosa ad ettaro, di cui il 65 per cento di querce, il 13 per cento di carpino, il 12 per cento di robinia, il 10 per cento di altre specie. Infine nel 2020 abbiamo 157 metri cubi di massa legnosa ad ettaro, di cui il 60 per cento di querce, il 19 per cento di carpino, il 7 per cento di robinia, il 14 per cento di altre specie”.

Gli inventari del 1989, del 2004 e del 2020
Bruno Ferrarotti ha sottolineato come “il Bosco della Partecipanza reciti un ruolo importante a livello ambientale e infatti nel piano forestale sono stati calcolati 220.000 alberi presenti”.

