Un interessante approfondimento sugli Alpini nella Resistenza piemontese è stato al centro del primo incontro dell’anno da parte della sezione di Trino dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. E’ stato proposto in occasione della Giornata nazionale della Memoria e del Sacrificio degli Alpini.
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Dopo la breve introduzione da parte di Pier Franco Irico, presidente dell’Anpi, è intervenuto il sindaco Daniele Pane che ha sottolineato come “queste iniziative ci accompagneranno per tutto l’anno e anche questa volta ci sarà la convenzione tra Comune di Trino, Anpi Trino e Istituto Storico per la Resistenza. Questi momento sono giusti per ricordare uomini di lavore che si sono sacrificati per l’Italia e per la libertà. Questa volta si parla anche degli Alpini, presenti anche in sala col capo gruppo Giorgio Raiteri: a marzo ci sarà una tre giorni di appuntamenti, anche con una fanfara e rappresentanti nazionali dell’Ana, per i 95 anni del Gruppo di Trino e per ricordare il maestro Palazzi, autore del “33”, l’inno nazionale degli Alpini, del quale siamo orgogliosi”.

Enrico Pagano, direttore di Istorbive, è poi entrato nel dettaglio, ha tenuto un lungo excursus storico su quegli anni e ha snocciolato alcuni numeri: “Solo negli schedari del Piemonte abbiamo circa 8000 Alpini nella Resistenza, ma se aggiungiamo quelli della Valsesia e di Novara, che furono registrati sotto la Lombardia, e alcuni della zona meridionale dell’alessandrino, registrati sotto la Liguria, abbiamo circa 10000 Alpini stimati nella Resistenza. Un dato altamente significativo. Oltre l’85 per cento era nato in Piemonte e Valle d’Aosta, circa il 96 per cento degli Alpini nella Resistenza erano residenti nel nord ovest. Il cuneese ha la maggior concentrazione, il 21 per cento, le Valli torinesi il 15 per cento, poi la Valle d’Aosta. Dato dal quale, ricordo, mancano quegli Alpini del nord est del Piemonte, registrati in Lombardia. Gli Alpini aderirono in modo così cospicuo perché avevano toccato con mano la guerra, essendo stati inviati in Russia e nei Balcani”.
Altri dati: “Nella Resistenza il 39,4 per cento è stato riconosciuto come partigiano combattente, il massimo livello, il 46,7 per cento erano Alpini, che erano sparsi nelle varie brigate della Resistenza”.
Infine è intervenuto, entrando nel dettaglio degli Alpini, Claudio Ronco per il Gruppo Alpini Trino.

