Buona partecipazione all’incontro “Santiago. In cammino verso il futuro” per i Sentieri della conoscenza curati da Aido, Comune di Trino e Fidas.
Daniela Costamagna, presidente dell’Aido, ha aperto l’incontro ricordando che “i prossimi appuntamenti saranno il 20 giugno sulle cellule staminali per la cura dei tumori e il 25 luglio con un concerto nel cortile della biblioteca. Parlando invece dell’incontro sul Cammino di Santiago, parto dal fatto che alcuni fa mi ero imbattuta nel tunnel del lutto e non vedevo la luce per uscirne. Così ne parlai con il dottor Piermario Croce che mi diede supporto. Io non sono una donna di fede, ma di scienza, lui però mi disse di cercare mio papà con l’occhio della mente, sul quale ci ho e ci sto ancora lavorando, tanto. Ho però la convinzione che un futuro scienza e fede troveranno la lingua giusta per parlarsi. Il dottor Croce mi parlò dell’ultima tappa del Cammino, da Santiago a Finisterre, mi affascinò molto, una storia che mi emozionò, perché disse che sul sentiero che percorreva sentì il profumo del mare. Quel suo racconto per me è diventato un mantra nei miei momenti peggiori”.
Il dottor Piermario Croce, introdotto da Marina Saettone, ha parlato della sua esperienza sul Cammino di Santiago “che è stata particolare perché non potevo stare fuori casa per un mese, il tempo necessario per percorrere il Cammino, e non ero allenato. Così decisi di provare tre-quattro giorni, per capire come fosse, e mi appoggiai all’Oftal. A parlarmi del Cammino di Santiago fu il dottor Pinuccio Trinchero, che mi invitò ad andare con lui, ma gli dissi che lui era troppo allenato per me. Trinchero ci andò e al ritorno venne di nuovo alla carica da me per convincermi. Così decisi poi di farlo, a tappe, dieci giorni in primavera e dieci giorni in autunno. Sul Cammino incontrati quelli che chiamo angeli e che mi aiutarono nella mia esperienza. Si tratta di un’esperienza molto formativa, che in passato si faceva per motivi prettamente religiosi, oggi ognuno lo fa per le sue motivazioni più svariate”.

