Pastasciutta antifascista: per ricordare la libertà ritrovata

E’ in programma domenica 20 luglio alla cascina Guglielmina della Partecipanza dei Boschi l’appuntamento con la Pastasciutta antifascista organizzata dalla sezione di Trino dell’Anpi.

Accoglienza degli ospiti dalle 10,30, presentazione di due libri dalle 11.

Verranno distribuite in omaggio due pubblicazioni curate da Bruno Ferrarotti e Pierfranco Irico: “Quando c’era Lui i treni arrivavano in orario” e “Quarto Camurri l’ottavo partigiano”.

Dopo la presentazione libraria sarà servita ai presenti la pastasciutta, con secondo e caffè, per chi si è prenotato, infine una passeggiata nel bosco.

Pier Franco Irico, presidente della sezione trinese dell’Anpi, spiega in cosa consiste e cosa sia l’appuntamento di domenica: <<La sezione Anpi di Trino, come è sua consuetudine, organizza per domenica 20 luglio presso la Cascina Guglielmina la tradizionale “Pastasciutta Antifascista”. L’evento trae origine da una data: 25 luglio 1943, giorno in cui (in piena guerra) cadde il fascismo e Mussolini fu arrestato per ordine del re Vittorio Emanuele III. Quel giorno a Campegine (Reggio Emilia) una famiglia antifascista, i Cervi, assieme ad altri residenti del paese, offrì a tutta la popolazione una pastasciutta come gesto di festa per la ritrovata libertà. Questo il fatto. Resta da aggiungere che purtroppo la guerra continuò per altri due anni, e che alcuni mesi dopo i sette fratelli Cervi furono arrestati e fucilati dai fascisti. La pastasciutta antifascista dei Cervi resta quindi un episodio storico che ha dato origine a una tradizione significativa, un modo per ricordare la lotta contro il fascismo e per celebrare la libertà ritrovata>>.

Irico aggiunge: <<L’Anpi di Trino ritiene che episodi come questo, e come tanti altri avvenuti dal 1922 al 1945, non debbano essere dimenticati ma esaminati nel loro senso più profondo, per ricordarci cosa fu il fascismo per l’Italia. Non ha alcun significato dire, come alcuni affermano, che il fascismo ormai non esiste più, che è un ricordo lontano, inutile soffermarsi. Il fascismo è stato per il nostro Paese un fatto storico importante (seppur drammaticamente negativo), e come fatto storico va studiato, come a scuola si studiano l’impero romano, il Risorgimento, la prima guerra mondiale, tutti avvenimenti remoti, lontanissimi ma importanti per la storia italiana. E così vanno ricordati i tanti gravi episodi avvenuti in quel ventennio e più: il delitto Matteotti, le Fosse Ardeatine, Boves, le leggi razziali, i lager, la guerra. Ma c’è una ragione particolare in più che dovrebbe spingerci a esaminare il fascismo rispetto agli avvenimenti delle altre epoche: il fascismo è stato un movimento politico che ha tolto agli italiani la libertà politica, di parola, di scrivere e che ha dato la violenza, il confino, la galera, le leggi razziali e infine una disastrosa guerra.

Quello che noi oggi, giustamente, consideriamo un grande valore: la libertà, durante il fascismo era negata, e questo avveniva non secoli fa ma soltanto pochi decenni or sono. Ecco perché è bene avere attenzione per la storia del fascismo e operare tutti i giorni per difendere la libertà, conquistata anche per il sacrificio dei fratelli Cervi, evitando così di perderla. In quanto essa non sempre muore di colpo, con i fucili o una marcia su Roma, come successe in passato ma, e ne abbiamo diversi esempi in giro per il mondo, con piccole manovre politiche, cambiando norme all’apparenza banali, privilegiando gruppi reazionari, spacciandosi per difensori del popolo. Dipende dalla nostra attenzione, perché come è stato detto: è successo una volta, può ancora accadere>>.